top of page

Rapporto Censis - Cassa Forense 2026

  • 30 apr
  • Tempo di lettura: 2 min

La presentazione del Rapporto Censis di Cassa Forense, tenutosi ieri 29 aprile nella suggestiva cornice istituzionale dell’Aula dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati, ha offerto un momento di riflessione importante sullo stato e sul futuro della professione, un passaggio cruciale per riportare al centro dell’agenda politica la condizione dell’Avvocatura italiana.


Nel corso dell’incontro si è discusso dell’accesso dei giovani alla professione, tema centrale per garantire ricambio e qualità, così come della necessità di una formazione sempre più adeguata alle trasformazioni in atto. Ampio spazio è stato dedicato anche all’impatto delle nuove tecnologie, che stanno ridefinendo il modo di esercitare la professione forense.


Particolare attenzione è stata riservata al persistente gender gap che continua a penalizzare le avvocate, soprattutto in termini di reddito, e più in generale alle difficoltà economiche che coinvolgono non solo i giovani avvocati.


Il dato sulla scarsa attrattività della professione forense non è solo un problema della categoria, ma un tema che investe la qualità stessa del sistema giustizia, un segnale che non può essere ignorato.


In questo contesto si è inoltre evidenziato il percorso della legge professionale, che sembra avviarsi verso una rapida approvazione, con l’auspicio che possa rispondere concretamente alle esigenze della categoria.


Un’occasione concreta per introdurre strumenti efficaci e risposte strutturali per la nostra professione.


È un segnale importante la presenza di una Politica che dimostra attenzione e sensibilità verso i temi dell’Avvocatura. Tuttavia, questa attenzione deve tradursi in azioni concrete: rafforzamento delle misure di assistenza, sostegno al reddito, politiche per l’equità di genere e interventi che restituiscano dignità e prospettiva alla professione.


Il quadro complessivo restituisce una realtà numerosa – con circa 228.000 avvocati e avvocate – ma attraversata da criticità che richiedono risposte strutturate e lungimiranti.


Un ringraziamento va a Cassa Forense per il lavoro svolto con responsabilità e visione, nonché per la volontà di rafforzare e incrementare le misure di assistenza a favore degli iscritti. Così come va riconosciuto il contributo dei parlamentari intervenuti, che hanno ricordato, prima di tutto, di essere avvocati ed avvocate: un richiamo che deve tradursi in impegno politico costante e continuativo.


Avv. Elisa Demma

Presidente Movimento Forense



Commenti


bottom of page