Non si può difendere la Giustizia sotto la minaccia delle armi
- 3 giorni fa
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Apprendiamo con sgomento la notizia del gravissimo episodio che ha visto un collega del Foro di Termini Imerese sequestrato all'interno del proprio studio professionale da un cliente armato di pistola, minacciato di morte con l'arma brandita e il colpo in canna.
Si tratta di un fatto di eccezionale gravità che colpisce non soltanto il professionista coinvolto, ma l'intera Avvocatura e, con essa, i principi fondamentali dello Stato di diritto.
L'esercizio del diritto di difesa non può essere sottoposto a costrizioni, intimidazioni o minacce. L'avvocato svolge una funzione costituzionalmente rilevante e non può essere trasformato nel bersaglio delle frustrazioni, delle aspettative disattese o delle tensioni che inevitabilmente accompagnano il contenzioso e l'amministrazione della giustizia.
Esprimiamo la nostra più sincera vicinanza e solidarietà al collega e alla sua famiglia, costretti a vivere un'esperienza traumatica che nessun professionista dovrebbe mai affrontare nello svolgimento del proprio lavoro, ma anche alle Colleghe e ai Colleghi appartenenti all'Ordine termitano e all'Istituzione stessa.
Al tempo stesso, riteniamo doveroso lanciare un forte allarme alle istituzioni. Non siamo di fronte a un episodio isolato, ma a una preoccupante escalation di aggressioni, minacce e atti intimidatori nei confronti degli avvocati, che mettono a repentaglio non soltanto la sicurezza personale dei professionisti, ma anche la libertà, l'autonomia e l'indipendenza dell'Avvocatura.
La tutela dell'avvocato non rappresenta una prerogativa corporativa, ma una garanzia per i cittadini e per il corretto funzionamento della giurisdizione. Quando viene colpito un difensore, viene colpito il diritto di ogni persona ad essere assistita liberamente e senza condizionamenti.
Per queste ragioni chiediamo che le istituzioni competenti affrontino con la massima attenzione il fenomeno, adottando ogni misura necessaria a garantire la sicurezza degli avvocati nell'esercizio delle proprie funzioni e a preservare l'indipendenza della difesa, presidio essenziale della democrazia e dello Stato di diritto.
Di fronte a simili episodi non è più possibile restare immobili.
Elisa Demma
Presidente Movimento Forense



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