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Arriva il decreto con il nuovo tetto reddituale, ma l’aggiornamento è a tre anni fa.

Nonostante l’appello pubblico dopo le dichiarazioni del viceministro Sisto, il ministero pubblica decreto ministeriale, e abbassa il tetto rituale, sbagliando il periodo di riferimento. L'aggiornamento è biennale, e siamo nel 2023, ma la variazione viene calcolata sul periodo 2018 - 2020: la variazione non tiene conto dell’inflazione galloppante di questi ultimi 3 anni. Se aggiornano al 2020, avrebbero dovuto emettere il decreto nel 2020, altrimenti che senso ha? Si deve, infatti, fare il riferimento al biennio precedente al momento dell’aggiornamento e quindi 2021-2023, lo dice l’articolo 77 del TUSG:

Art. 77 DPR 115-2002 (Adeguamento dei limiti di reddito per l’ammissione) 1. I limiti di reddito sono adeguati ogni due anni in relazione alla variazione, accertata dall’ISTAT, dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, verificatasi nel biennio precedente, con decreto dirigenziale del Ministero della giustizia, di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze.

Lo aveva già denunciato Movimento Forense, OCF ed il deputato Devis Dori in apposita interrogazione parlamentare. Con questo errore si escludono dall’accesso alla giustizia centinaia di migliaia di contribuenti non abbienti. Roma, 26 aprile 2023

I presidenti f.f. del Movimento Forense –

Avv. Alberto Vigani e Avv. Elisa Demma




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