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Sulla riforma del processo civile

𝗣𝗘𝗥𝗖𝗛𝗘' 𝗔𝗡𝗧𝗜𝗖𝗜𝗣𝗔𝗥𝗘 𝗠𝗘𝗧𝗧𝗘𝗡𝗗𝗢 𝗜𝗡 𝗗𝗜𝗙𝗙𝗜𝗖𝗢𝗟𝗧𝗔' 𝗟𝗔 𝗚𝗜𝗨𝗦𝗧𝗜𝗭𝗜𝗔?

Con un emendamento alla legge di bilancio, il Governo ha previsto un’anticipazione dell’entrata in vigore della riforma del processo civile al 28 febbraio 2023, rispetto alla data calendarizzata del 30 giugno.

Il Movimento Forense esprime preoccupazione e perplessità per tale scelta che, in assenza di ogni programmazione per l’attuazione della riforma anche negli odierni tempi di legge, appare inspiegabile e pericolosa.

La nostra associazione, peraltro, ha segnalato al Ministro Nordio che, nell’ambito della giurisdizione del Giudice di pace, mancano persino i requisiti tecnici per garantire, già oggi, il corretto funzionamento degli uffici.

Le riforme, mirate unicamente alla riduzione dei tempi, mal si conciliano con la garanzia del diritto di difesa, in quanto un processo celere non è sinonimo di un processo giusto.

Le stesse incombenti dinamiche parlamentari paiono mettere sotto una spada di Damocle ogni iniziativa in emendamento che venga proposta nel progetto governativo. Sembra, quindi, soltanto una rincorsa verso obiettivi privi di alcun effetto positivo per il funzionamento della Giustizia.

Il Movimento Forense lancia, quindi, il suo appello affinché - nell’ambito del necessario dialogo con l’Avvocatura, che vive quotidianamente le aule di Giustizia - si imponga una riflessione attenta e ponderata sulle decisioni da assumere per attuare le riforme e sugli strumenti migliori per reperire risorse e adottare pianificazioni utili a garantirne il risultato.

Milano, 21 dicembre 2022

Il Presidente - Antonino La Lumia



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