top of page

Avvocatura sotto attacco: compensazione automatica, short list ADER e riduzione della difesa a prestazione a basso costo

  • 23 dic 2025
  • Tempo di lettura: 2 min

Come già sottolineato nei giorni precedenti da noi di Movimento Forense, le recenti scelte normative e regolamentari che incidono sull’esercizio della professione forense delineano un quadro sempre più preoccupante, nel quale l’Avvocatura appare destinataria di un trattamento sistematicamente penalizzante e difficilmente conciliabile con i principi costituzionali.


Movimento Forense ha già riconosciuto come un primo passo positivo la modifica intervenuta sulla disciplina della compensazione automatica dei crediti professionali con i debiti fiscali. Tuttavia, le criticità strutturali restano irrisolte. Permane, infatti, una disparità di trattamento che non trova giustificazione: mentre ad altri soggetti è riconosciuta una soglia di salvaguardia fino a 5.000 euro e la possibilità di opporsi alle pretese erariali, ai professionisti – e in particolare agli avvocati – continua ad applicarsi un meccanismo di compensazione automatica che preclude ogni forma di difesa preventiva, anche in presenza di crediti prescritti, annullati, non notificati o mai dovuti nel merito.


Questa compressione del diritto di difesa e del diritto al compenso si inserisce in un contesto più ampio e allarmante, che trova ulteriore conferma nel nuovo Regolamento adottato da Agenzia delle Entrate – Riscossione per la costituzione della short list degli avvocati fiduciari. Un regolamento che, per contenuti e impostazione, riduce la funzione difensiva a mera prestazione a basso costo, mortificando la dignità dell’Avvocatura e incidendo negativamente sulla qualità della tutela giurisdizionale.


Compensi fissi largamente inferiori ai parametri, requisiti di accesso sproporzionati, limitazioni territoriali, rinunce preventive a diritti e contenziosi, mancato riconoscimento delle spese: elementi che, nel loro complesso, disegnano un modello incompatibile con la natura della prestazione forense e con i principi sanciti dagli articoli 24, 36 e 3 della Costituzione.


Il filo rosso che lega la compensazione automatica, il nuovo regolamento ADER e le ulteriori misure recentemente prospettate in sede di legge di bilancio è evidente: l’Avvocatura viene progressivamente assimilata a una categoria strutturalmente inadempiente o sacrificabile, da assoggettare a regimi eccezionali, automatismi e logiche di massimo ribasso, con un uso selettivo e distorsivo della forza della legge.


La tutela dell’Avvocatura non è una rivendicazione corporativa, ma una condizione essenziale per garantire l’effettività del diritto di difesa e, con esso, la tenuta dello Stato di diritto. Un compenso non dignitoso e l’assenza di garanzie procedimentali non colpiscono solo i professionisti, ma incidono direttamente sulla qualità della giustizia offerta ai cittadini.

Per queste ragioni, Movimento Forense continuerà a vigilare e a promuovere ogni iniziativa utile a contrastare derive normative e regolamentari che ledono la dignità della professione forense, sollecitando un confronto serio e responsabile con le istituzioni politiche e forensi affinché le scelte future siano improntate a equità, ragionevolezza e rispetto dei principi costituzionali.

Commenti


bottom of page