Referendum Costituzionale, le ragioni del SÌ
- Movimento Forense
- 13 gen
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Movimento Forense rende noto il Manifesto (in allegato), nel quale sono illustrate le ragioni del convinto sostegno al SÌ nel referendum costituzionale sulla separazione delle carriere tra magistratura requirente e magistratura giudicante, un passaggio necessario e imprescindibile per dare piena ed effettiva attuazione ai principi del giusto processo sanciti dalla Costituzione.
Il giusto processo, come affermato dall’articolo 111 della Costituzione, si fonda sulla parità delle parti e sulla terzietà del giudice. Tali principi non possono rimanere mere enunciazioni astratte, ma devono trovare concreta attuazione in un assetto ordinamentale coerente. La separazione delle carriere rappresenta lo strumento attraverso cui rendere realmente effettivo il modello costituzionale del processo.
Giudicare e accusare sono funzioni strutturalmente diverse, che non possono condividere lo stesso percorso professionale senza compromettere l’apparenza – e la sostanza – dell’imparzialità. La distinzione delle carriere rafforza la terzietà del giudice e contribuisce a ricostruire la fiducia dei cittadini nel sistema della giustizia, presupposto essenziale di uno Stato di diritto.
Un ulteriore profilo centrale riguarda il tema dell’autogoverno. Un sistema unitario di governo per funzioni profondamente diverse genera inevitabili interferenze e condizionamenti. La separazione delle carriere consente invece un autogoverno realmente indipendente e funzionale, assicurando una gestione più trasparente e coerente dei rispettivi ruoli.
La riforma si pone inoltre come risposta necessaria al superamento delle degenerazioni correntizie che hanno inciso negativamente sulla credibilità della magistratura e sulla trasparenza delle decisioni. Riportare al centro la funzione e il merito significa rafforzare l’autorevolezza dell’ordine giudiziario e la fiducia dei cittadini.
La separazione delle carriere, infine, non mette in discussione l’autonomia e l’indipendenza del Pubblico Ministero, che resta parte dell’ordine giudiziario e soggetto soltanto alla legge. Al contrario, essa contribuisce a chiarirne il ruolo, rafforzando l’equilibrio tra i poteri dello Stato e il rispetto del disegno costituzionale.
Per tutte queste ragioni, il Movimento Forense invita l’Avvocatura e la cittadinanza a sostenere con convinzione il SÌ al referendum. La separazione delle carriere non è una battaglia politica o corporativa, ma un irrinunciabile traguardo di civiltà giuridica, indispensabile per una giustizia più credibile, equilibrata e realmente imparziale.




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