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Rigetto emendamenti esame di stato per l'abilitazione alla professione forense

  • 20 feb
  • Tempo di lettura: 1 min

MOVIMENTO FORENSE ESPRIME PARTICOLARE PREOCCUPAZIONE PER IL RIGETTO, IN SEDE DI CONVERSIONE, DEGLI EMENDAMENTI AL DECRETO “MILLEPROROGHE” AVENTI AD OGGETTO L’ESAME DI STATO PER L’ABILITAZIONE ALLA PROFESSIONE FORENSE.


Al netto di ogni valutazione sull’accesso alla professione, appare evidente che abbandonare il percorso intrapreso negli ultimi anni per sostituirlo con le modalità d’esame previste dalla vigente legge forense (mai applicate fino ad oggi) non possa che portare incertezze e, alla fine, danneggiare i giovani colleghi che vorranno accedere alla professione.

Due in particolare sono gli aspetti che risaltano in tale situazione ed in relazione ai quali si chiede al Ministero di Giustizia e a tutto il Governo una riflessione.

- In primo luogo, non si può trascurare che gli Ordini e le Scuole Forensi hanno preparato per gli ultimi due anni i praticanti modulando lezioni con riferimento ad una modalità di esame che si era standardizzata negli ultimi anni: ritornare alle tre prove scritte in questo momento sarebbe un po’ come cambiare in corsa "le regole del gioco".

- Oltre a ciò, appare poco opportuno un “ritorno” ad una procedura di esame che lo stesso Governo ritiene evidentemente superata, considerato che nello stesso “DDL Nordio” di riforma dell'ordinamento forense vi è una modalità dell'esame del tutto diversa da quella della legge 247/2012.

Per ragioni di equità appare opportuno confermare, anche con decretazione d’urgenza, le attuali modalità di svolgimento dell’Esame di Stato, in attesa dell’approvazione della nuova legge professionale.

Si invitano tutte le Istituzioni Forensi a farsi parte diligente al fine di trovare una soluzione che tuteli i giovani praticanti che affronteranno l’esame di Stato.



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