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IL GOVERNO COMUNICA CHE CORREGGERÀ L'ERRORE SULLA SOGLIA DEL REDDITO

DOPO MOVIMENTO FORENSE (23/2/2023) E ITALIA OGGI, 5 INTERROGAZIONI IN PARLAMENTO, IL RICORSO AL TAR DEL COA ROMA, CNF, OCF ED IL FATTO QUOTIDIANO, IL 14/5/2023 IL GOVERNO COMUNICA CHE CORREGGERÀ L'ERRORE SULLA SOGLIA DEL REDDITO DEL PATROCINIO A SPESE DELLO STATO

Riportiamo di seguito la foto della prima pagina del Fatto Quotidiano, di Italia Oggi, il testo integrale dell’appello di MF, delle interrogazioni (grazie a Devis Dori e Anna Rossomando) ed il comunicato del ministero che annuncia il nuovo decreto correttivo. Si pone così rimedio all'errore di computo dell'aumento Istat. Avv. Alberto Vigani - Avv. Elisa Demma Presidenti f.f. Movimento Forense

SIA GARANTITO L’ACCESSO ALLA DIFESA AI NON ABBIENTI, ADEGUANDO LA SOGLIA REDDITUALE DEL GRATUITO PATROCINIO ALL’INFLAZIONE.

L'art. 77 del Testo unico in materia di spese di giustizia (D.P.R. 115/2002) stabilisce che “I limiti di reddito (ndr per l'ammissione al beneficio del gratuito patrocinio) sono adeguati ogni due anni in relazione alla variazione, accertata dall'ISTAT, dell'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, verificatasi nel biennio precedente, con decreto dirigenziale del Ministero della giustizia, di concerto con il Ministero dell'economia e delle finanze”. Tale disposizione si fonda sul necessario adeguamento della soglia di ammissione all’aumento del costo della vita. L'ultimo aggiornamento risale al 23 luglio 2020, allorquando il Ministro della Giustizia ha emanato il decreto biennale, pubblicato poi in Gazzetta Ufficiale il successivo 30.01.2021, rideterminando il tetto reddituale in € 11.746,68, con riferimento alla variazione fra il 30/06/2016 e il 1/07/2018. Ci troviamo nel 2023 e si rende necessario un ulteriore aggiornamento, essendo trascorso il periodo biennale previsto per legge; tuttavia emerge una discrasia, in quanto il decreto da emanare dovrebbe aggiornare il limite reddituale a partire dal 1° luglio 2018 e con rispetto alla data odierna, così non reiterando il ritardo ultra-biennale come accaduto in passato. Effettuando il calcolo ad oggi, l’importo risultante dall'emanando decreto sarebbe pari ad € 12.827,37, generando un incremento di € 1.080,69. Mentre, se si rinnovasse il ritardo ministeriale, avremmo persino una contrazione del tetto reddituale ed una limitata ammissione al beneficio dei soggetti non abbienti, causando persino un risultato in antitesi al senso della norma. Per queste ragioni, Movimento Forense sollecita il Ministero della Giustizia affinché, di concerto con il Ministero dell'economia e delle finanze, provveda ad emanare il prescritto decreto al fine di attualizzare il limite reddituale alla contingente inflazione, così da tutelare le fasce più deboli della popolazione e garantire loro il fondamentale accesso alla giustizia statuito dalla Carta Costituzionale.

Milano, 23 febbraio 2023

Ufficio di Presidenza di Movimento Forense

Il Dipartimento patrocinio a spese dello Stato





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