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ADS E POSTE: UNA SCELTA DI BUSINESS OLTRE LE GARANZIE DI LEGGE?

Il Movimento Forense esprime preoccupazione per il progetto Polis pubblicato nel sito del Ministero della Giustizia, relativo alla sottoscrizione tra Ministero e Poste Italiane di una intesa per la presentazione dei ricorsi di nomina di amministratori di sostegno e per la presentazione dei rendiconti sullo stato patrimoniale dei beneficiari. Ancora una volta l'avvocatura e le istituzioni forensi non sono state preventivamente consultate, peraltro in un ambito di particolare rilievo, in considerazione della natura dei soggetti coinvolti e degli interessi tutelati attraverso l'istituto giuridico delle ADS. D'altro canto, mentre il governo si impegna a varare la norma sull'equo compenso, il Ministero sottoscrive una intesa che fissa in euro 6,20 il costo per una amministrazione di sostegno, demandando ad un ente, i cui dipendenti sono privi della terzietà, della formazione minima necessaria per far fronte alle necessità di soggetti deboli e bisognosi di tutela dei diritti fondamentali oltre che della capacità di svolgere il controllo di legalità proprio degli uffici giudiziari. Il tema non è il costo del servizio (peraltro incomprensibile), ma quello della tutela dei più fragili, lasciati alla discrezionalità dei dipendenti di un ente che è anche operatore economico e gestisce molti dei patrimoni degli interessati. Il Movimento Forense auspica un intervento incisivo delle istituzioni forensi affinché pongano in essere ogni iniziativa opportuna per garantire le tutele di legge a ricorrenti e beneficiari. Le procedure di volontaria giurisdizione, come le altre che incidono sui diritti sostanziali e processuali per come previsto dalle superiori magistrature, dovrebbero essere affidate ad operatori qualificati, con competenze ad hoc in grado anche di fornire un'adeguata ed effettiva informativa agli utenti del servizio.

Roma, 10 aprile 2023

I Presidenti f.f.

Avv. Elisa Demma

Avv. Alberto Vigani


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