Nuovo Regolamento ADER sulla short list: ancora una volta di colpisce la dignità dell'Avvocatura e il principio di difesa
- 19 dic 2025
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Con la Disposizione n. 176 del 3 dicembre 2025, l’Agenzia delle Entrate – Riscossione ha approvato un nuovo Regolamento per la costituzione e la gestione dell’Elenco degli avvocati fiduciari per l’affidamento degli incarichi di rappresentanza e difesa in giudizio.
Si tratta di un atto che, per contenuti e impostazione, conferma e aggrava una deriva ormai evidente che sempre di più mira alla riduzione della funzione difensiva a mera prestazione a basso costo, con un conseguente svuotamento della dignità professionale dell’avvocato e della qualità della tutela giurisdizionale.
Movimento Forense aveva già denunciato con forza questa impostazione in un comunicato del 29 ottobre scorso, intervenendo all’indomani del Congresso Nazionale Forense, durante il quale la questione reddituale e il diritto a un compenso giusto e proporzionato erano stati oggetto di ampia e condivisa trattazione, segnalando come la logica della concorrenza al ribasso fosse incompatibile con la natura della prestazione forense e con i principi costituzionali che regolano l’esercizio della difesa.
Ebbene. Il nuovo regolamento ADER si pone in aperto contrasto con tali principi.
La previsione di compensi fissi largamente inferiori ai parametri e non aggiornati agli indici del costo della vita, la limitazione dell’iscrizione a un solo Distretto di Corte d’Appello, l’introduzione di requisiti cumulativi estremamente onerosi (anzianità, numero elevatissimo di incarichi definiti, rinunce preventive a contenziosi anche da parte di collaboratori di studio), unitamente al mancato riconoscimento delle spese di trasferta, delineano un sistema che scoraggia l’accesso, comprime la libertà professionale e mortifica il valore dell’attività difensiva.
La questione non è meramente economica bensì politica e costituzionale: un compenso non dignitoso incide direttamente sulla qualità della difesa e contrasta con i principi di cui agli artt. 24 e 36 della Costituzione.
La difesa non può essere affidata a logiche di massimo ribasso senza che ne risulti compromessa la sua effettività, sebbene non sia il prezzo a garantire l’interesse pubblico ma la qualità della prestazione, che deve però essere adeguatamente riconosciuta.
Questo regolamento si inserisce in un contesto fortemente critico e delicato per l’Avvocatura, già colpita da interventi normativi e proposte – da ultimo quelle contenute nel DDL Bilancio, anch'esse da noi denunciate – che vanno sistematicamente nella direzione di una riduzione delle garanzie, delle prospettive reddituali e della dignità della professione forense.
La tutela dell’Avvocatura non è una rivendicazione corporativa ma una condizione essenziale per la salvaguardia del principio di difesa e, con esso, dello Stato di diritto.
Movimento Forense esprime la sua ferma contrarietà ai criteri adottati da ADER e, attraverso un confronto serio e responsabile con le Istituzioni forensi e politiche, continuerà a monitorare con attenzione l’evoluzione della vicenda e si farà promotore di ogni iniziativa necessaria a contrastare derive lesive della dignità dell’Avvocatura e del principio di difesa, nella ferma convinzione che la tutela della professione costituisca presidio essenziale dello Stato di diritto.
La Presidente di Movimento Forense
Elisa Demma




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