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Il diritto alla difesa non si tocca. Il Munus difensivo è sacro

15 ott
Tempo di lettura: 2 min

Movimento Forense: tutelare le prerogative dell’Avvocatura significa tutelare i diritti dei cittadini


Le vicende che hanno interessato due Colleghi a Verona e a Nocera Inferiore riportano all’attenzione un tema fondamentale per lo Stato di diritto: il rispetto delle garanzie che tutelano l’esercizio della funzione difensiva.

A Verona è stata negata la restituzione dello zaino dimenticato in un’aula di udienza da un Collega penalista, contenente, tra gli altri effetti personali, un computer, fascicoli processuali e supporti informatici con atti difensivi. Secondo quanto segnalato, i beni sarebbero stati trattenuti senza la notifica di un provvedimento formale che ne chiarisse le ragioni per la sola presenza, al suo interno, di denaro contante.


A Nocera Inferiore, invece, un Collega che si era recato presso gli uffici della Procura per ottenere informazioni inerenti un procedimento penale nel quale è persona offesa, ha riferito di aver incontrato difficoltà nell’interlocuzione con gli uffici, in un contesto che sarebbe poi degenerato in episodi di tensione e comportamenti verbali e fisici aggressivi.


Si tratta di episodi distinti – che rimandano ai gravi episodi occorsi nelle sale colloqui del Carcere di Capanne a Perugia e in Corte di Assise a Napoli - le cui circostanze dovranno essere verificate, ma che richiamano una questione comune: il rispetto dell’avvocato nell’esercizio del proprio mandato e la tutela delle condizioni necessarie a garantire una difesa effettiva.


Il diritto di difesa dei nostri clienti è fortemente limitato quando viene ingiustamente limitata la libertà dei loro avvocati di difenderli.

La riservatezza del rapporto fiduciario, il segreto professionale e l’autonomia del difensore non sono privilegi di categoria ma presupposti indispensabili per la tutela dei diritti dei cittadini e l’Avvocato non è un interlocutore da tollerare, né un soggetto estraneo alla giurisdizione: è una figura essenziale all’esercizio della giustizia. Il rispetto del suo ruolo, dunque, si misura anche nella correttezza dei rapporti con gli uffici giudiziari e nella rigorosa osservanza delle garanzie che presidiano l’attività difensiva.


«Il munus difensivo è sacro perché trova il proprio fondamento nella Costituzione ed è funzionale alla tutela dei diritti delle persone. La sua sacralità non può essere messa in discussione da prassi arbitrarie, comportamenti irrispettosi o indebite interferenze nell’esercizio del mandato. Non chiediamo privilegi, ma il rispetto delle regole e delle garanzie che valgono per tutti. Quando si limita ingiustamente la libertà dell’avvocato, si rischia di compromettere il diritto di difesa del cittadino che gli ha affidato la propria tutela», ha dichiarato la Presidente nazionale Elisa Demma.


Movimento Forense ritiene necessario che le vicende segnalate ricevano la dovuta attenzione, che sia fatta piena chiarezza sui fatti e che le istituzioni competenti forniscano risposte adeguate, adottando, ove necessario, misure idonee a prevenire il ripetersi di situazioni analoghe.

La tutela dell’Avvocatura non è una battaglia corporativa ma una responsabilità istituzionale che riguarda l’intera collettività. La libertà del difensore è una condizione imprescindibile affinché i diritti dei cittadini siano garantiti non soltanto sulla carta, ma nella loro concreta attuazione.


Difendere l’Avvocatura significa difendere il diritto di difesa. E difendere il diritto di difesa significa difendere la Costituzione.


La Presidente

Elisa Demma

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