Carceri, Regione Lazio senza Garante: un vuoto istituzionale inaccettabile
La scadenza del mandato del Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Lazio, Stefano Anastasìa Giagni, senza che il Consiglio regionale abbia provveduto all’elezione del successore, rappresenta un fatto grave e istituzionalmente inaccettabile.
Il Lazio, prima Regione in Italia ad aver istituito questa figura nel 2004, si ritrova oggi privo di un presidio fondamentale per la tutela dei diritti delle persone detenute, dei loro familiari e di quanti operano quotidianamente nel sistema penitenziario.
Una situazione ancora più allarmante se si considera il contesto in cui si inserisce: oltre 7.000 detenuti negli istituti penitenziari regionali, un sovraffollamento ormai strutturale, gravi carenze di personale e una drammatica sequenza di suicidi dietro le sbarre.
Proprio quando sarebbe necessario rafforzare gli strumenti di ascolto, controllo e garanzia, viene meno un interlocutore istituzionale essenziale.
Le ventitré candidature raccolte per la successione dimostrano che la procedura è stata avviata; ciò che manca è la decisione del Consiglio regionale.
Non è accettabile che l’inerzia istituzionale determini un’interruzione di funzioni tanto delicate, lasciando senza un riferimento territoriale dedicato persone che si trovano in una condizione di particolare vulnerabilità.
Il Dipartimento Carceri del Movimento Forense, con il Movimento Forense Sezione di Roma e i responsabili del medesimo Dipartimento per la Regione Lazio (avv. Maria Chiara Ruzza) e per la città di Roma (avv. Gian Maria Nicotera), chiede al Consiglio regionale del Lazio di procedere con la massima urgenza all’elezione del nuovo Garante, ponendo fine a un vuoto che rischia di indebolire ulteriormente la tutela dei diritti fondamentali all’interno degli istituti penitenziari.
La privazione della libertà personale non comporta la perdita della dignità né dei diritti della persona. Garantirne il rispetto non è una concessione, ma un preciso dovere delle istituzioni.
La tutela dei diritti non può andare in proroga. E, soprattutto, non può restare senza garante.
Roma, 22 ottobre 2026
il Coordinatore Nazionale del Dipartimento Carceri – avv. Alessandro Gargiulo
il presidente del Movimento Forense Roma – avv. Dario Tornese
la responsabile per la Regione Lazio del Dipartimento Carceri – avv. Maria Chiara Ruzza
il responsabile per la città di Roma del Dipartimento Carceri – avv. Gian Maria Nicotera

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