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AVVOCATI: VERSO IL RINNOVO DEL CNF, MA SENZA COLPI DI MANO SULLE REGOLE

Gli avvocati pare proprio che non riescano a gestire i momenti elettorali senza complicarsi l’esistenza.

Siamo dovuti arrivare al 12 luglio 2017 per avere una legge, passata con l’acceleratore premuto nelle commissioni parlamentari, per riuscire a rinnovare COA che in alcuni casi duravano in carica da cinque anni, il tutto per evidenti responsabilità di chi non era stato in grado di promulgare regolamenti elettorali che reggessero ai prevedibili ricorsi.

Con la legge 113/2017 si era riusciti, tutelando le minoranze, ad uscire finalmente da logiche feudatarie nella gestione dei COA.

Ora, il momento del reset è espressamente previsto dalla legge, per tutti i COA italiani, al 31 dicembre 2018, quando gli avvocati italiani - tutti -  saranno chiamati alle urne con il nuovo metodo elettorale.

Elezioni anticipate ad opera dei vecchi COA in scadenza

Tra alcuni COA circola però insistente la voce che il rinnovo dei componenti del Consiglio Nazionale Forense sia previsto, in via anticipata, proprio entro la fine del prossimo novembre 2018.

Il tutto risulterebbe confermato da una curiosa vicenda che riguarda la riscrittura della pagina del sito del CNF dove, nella vecchia versione, veniva indicata come scadenza della consiliatura la data del 27 marzo 2019 mentre, nel restyling del sito, una manina ha anticipato quella data al 31 dicembre 2018.

Logica e norma vogliono però che anche il CNF venga eletto (sia pure da anacronistiche elezioni di secondo livello) dai COA rinnovati, così da consentire l’elezione del CNF non da COA in scadenza, ma da quelli appena rieletti secondo la volontà degli avvocati italiani.

In tal modo, si consente al CNF di essere rappresentativo e in sintonia con la base che lo ha eletto e che resterà in carica per un quadriennio. Con il percorso descritto si evita una situazione paradossale quale quella che, paragonata alle dinamiche parlamentari, porterebbe alla elezione del  Presidente della Repubblica da parte di Camere in scadenza, ovvero un secondo prima delle elezioni politiche.

Purtroppo c’è chi, evidentemente non pago dell’effetto perverso della legge Falanga che consentirà a qualcuno di restare in carica ancora 8 anni, teme il rinnovamento della base elettorale e preferisce far votare il nuovo CNF dai consiglieri a fine mandato.

Con l’effetto che, viste le norme di legge, da oggi in poi avremmo sistematicamente i COA uscenti che eleggono il nuovo CNF negli ultimi 15 giorni del loro mandato

Il tutto in contrasto con la Legge Professionale che prevede invece per il CNF la scadenza a marzo 2019, appunto dopo il rinnovo di tutti i Consigli previsto a gennaio 2019.

La normativa  e la sua interpretazione

Poiché, specie in materia elettorale, gli avvocati sanno essere molto attenti alla forma, ci auguriamo che nessuno pensi di esporre il CNF alla spada di damocle dei ricorsi inevitabili.

E sono molte le ragioni che potrebbero portare a contenziosi davanti al consueto TAR.

Per chi avesse interesse ad iniziare qualche approfondimento, di seguito si riassume la complessa materia.

A mente dell'art. 34 della legge 247/2012, ultimi 2 paragrafi del III comma, i nuovi consiglieri del CNF vanno votati nei 15 giorni antecedenti la scadenza del vecchio Consiglio:

"Le elezioni per la nomina dei componenti del CNF devono svolgersi nei quindici giorni prima della scadenza del Consiglio in carica. La proclamazione dei risultati e' fatta dal Consiglio in carica, il quale cessa dalle sue funzioni alla prima riunione del nuovo Consiglio convocato dal presidente in carica."

Il primo comma del medesimo articolo prevede che la consiliatura del CNF duri 4 anni e che il consiglio uscente resti in carica per gli affari correnti:  “1. Il CNF, …… omississ … ha sede presso il Ministero della giustizia e dura in carica quattro anni. I suoi componenti non possono essere eletti consecutivamente più di due volte nel rispetto dell'equilibrio tra i generi. Il Consiglio uscente resta in carica per il disbrigo degli affari correnti fino all'insediamento del Consiglio neoeletto.

Per quanto inerisce la consiliatura odierna sí deve ricordare che, solo per la prima applicazione della disciplina, nel 2013, l'art. 65 rubricato "disposizioni transitorie" prevede al II comma che vi era proroga comune a CNF e COA fino al 31 dicembre dell’anno dopo l’entrata in vigore della Legge Forense, ovvero fino al 31 dicembre 2014: " 2. Il CNF ed i consigli circondariali in carica alla data di entrata in vigore della presente legge sono prorogati fino al 31 dicembre dell'anno successivo alla medesima data."

Per questa ragione l’odierno CNF venne votato verso la fine del 2014.

La descritta disciplina della durata del CNF è, invece, differente da quella prevista a regime per i Consigli dell’Ordine degli Avvocati ove invece, all’art. 28 comma / della legge 247 si prevede che: “7. Il consiglio dura in carica un quadriennio e scade il 31 dicembre del quarto anno. Il consiglio uscente resta in carica per il disbrigo degli affari correnti fino all'insediamento del consiglio neoeletto.

Premesso che la legge forense è entrata in vigore nel gennaio 2013 e gli odierni consiglieri del CNF sono stati eletti in più giornate attorno al 18 dicembre 2014, il sito del CNF da atto che la consiliatura in essere comprenda il quadriennio 2015-2019; alla pagina web del sito del CNF  (DOC. 1) rintracciabile all'indirizzo http://www.consiglionazionaleforense.it/web/cnf/attivita si può infatti leggere:

"Resoconto attività del CNF marzo 2015 - marzo 2016

In sintesi il primo anno di attività del CNF Consiliatura 2015 - 2019.

Pubblichiamo il resoconto sintetico delle attività svolte dal CNF - Consiliatura 2015 - 2019 dal suo insediamento, avvenuto a marzo 2015, fino a marzo 2016.

CNF - Resoconto sintetico delle attività marzo 2015 - marzo 2016".

Alla successiva pagina indicante il resoconto delle attività del primo anno (DOC. 2) si apprende che il 27/03/15 vi è stato l'"Insediamento del Consiglio Nazionale Forense   (quadriennio 2015-2019)”.

La scadenza dell’attuale consiliatura del CNF a marzo 2019 trova pure conferma nella stessa pubblicazione del vecchio sito del medesimo ente apicale dell’Avvocatura (nel periodo dal gennaio 2016 al marzo 2017),  DOC. 3 ove si legge espressamente che “Il 20 Febbraio 2015 sono stati proclamati i Componenti il Consiglio Nazionale Forense per il quadriennio 2015-2019, insediatisi il 27 marzo 2015 scadranno il 26 marzo 2019. In questa sezione è possibile consultare l’attuale composizione del Consiglio Nazionale Forense”.

La comunicazione della proclamazione e dell’insediamento sono ovviamente rilevanti trattandosi di un organo collegiale giurisdizionale, i cui componenti sono stati eletti in momenti differenti, che viene ad esistere nel momento nel quale è in grado di svolgere le sue funzioni.

Pertanto, in ragione del combinato disposto della norma, delle pubblicazioni e del riconoscimento del CNF,  la Consiliatura corrente dovrebbe durare dal 27 marzo 2015 al 26 marzo 2019. Non paiono sussistere elementi per sostenere che debba finire prima.

Applicando il citato articolo 34 della legge forense, ne discende che il rinnovo del CNF deve avvenire nei quindici giorni antecedenti la scadenza del consiglio in carica e quindi a partire dal giorno 11 marzo 2019.

Tuttavia, in contrasto con quanto chiarito, oggi, in altra pagine del nuovo sito del CNF, si legge che: "Il 20 febbraio 2015 sono stati proclamati i Componenti il Consiglio Nazionale Forense per il quadriennio 2015-2019 (leggi il comunicato pubblicato sul Bollettino Ufficiale del Ministero della Giustizia del 15 marzo 2015, n. 5).

La prima seduta amministrativa per l'insediamento si è svolta il 27 marzo 2015.

Il mandato degli attuali Componenti del Consiglio avrà termine il 31 dicembre 2018." (http://www.consiglionazionaleforense.it/web/cnf/il-consiglio)

Quanto riferito dal sito del CNF citato poc’anzi è confermato dal Bollettino del Ministero di Giustizia n. 5 del 15 marzo 2015: ( DOC. 5)

Le domande dell’avvocatura che dovranno trovare risposte prima del Congresso Nazionale Forense di Catania sono le seguenti:

  • in punto di diritto, si rileva la necessità di comprendere se vi sia un qualche elemento che possa sostenere una diversa  interpretazione della norma o se vi sia altro termine per il computo della data di inizio delle operazioni di rinnovo;
  • in fatto, atteso che la mutata posizione  del CNF non risulta motivata, è da chiedersi il perché della pubblicazione di una nuova scadenza dopo che si era affermato che il quadriennio, decorrente dalla seduta di insediamento, scadeva al 27 marzo 2019;
  • da un punto di vista politico (perché - ovviamente - si parla di politica forense), anche prescindendo un istante dal percorso in avversione al dato letterale della legge professionale e da quanto già riconosciuto, è da domandarsi il perché si voglia far eleggere il nuovo CNF dai Consigli dell’Ordine che scadranno meno 15 giorni dopo il loro voto, con elezioni già indette a dicembre 2018 per rinnovarli nel gennaio 2019.

Fino a quando non si daranno risposte credibili a queste domande, resterà fermo il dubbio che ogni tentativo di ignorare le norme per come sono scritte si ponga in contrasto con il dettato del legislatore.

Si tratta di un scelta grave, fatta magari per timore del voto dei consigli che verranno, e che pare perseguire fini e interessi differenti da quelli dell’Avvocatura che, al contrario, ha bisogno di rinnovamento, in sintonia con quanto sta avvenendo nel resto del Paese.

Massimiliano Cesali

Alberto Vigani

Movimento Forense

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