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TRIBUNALE DI BARI - COMUNICATO DEL MOVIMENTO FORENSE

La Sezione Barese del Movimento Forense, a seguito delle manifestazioni cui ha partecipato, esprime gratitudine per l'impegno di tutte le Istituzioni, in particolare del Presidente del Coa di Bari, della Camera Penale di Bari, della ANM, del Presidente del Tribunale di Bari e del Procuratore della Repubblica, senza dimenticare tutto il personale del Tribunale, per tutte le iniziative in atto a tutela della Giustizia e della Giurisdizione Penale.

Il Movimento Forense condivide le scelte di proclamazione dello stato di emergenza finalizzato ad accelerare l'iter burocratico per l'individuazione di plessi che, seppur temporanei, garantiscano e siano soddisfacenti alle esigenze non solo degli addetti ai lavori ma soprattutto dei cittadini.

Le tende - seppure brutte a vedersi e mortificanti - hanno consentito e consentono, portando alla luce un problema ben noto a tutti, che Ministero e tutta la politica prendano piena consapevolezza e risolvano, una volta per tutte, questa annosa vicenda creando strutture idonee e dignitose per la Giustizia.

E' inaccettabile che unica iniziativa del Ministero - piuttosto che risolvere effettivamente la situazione - sia stata quella di voler rimuovere le tende ed emettere un decreto a tempo, perchè valido fino al 12 settembre 2018, con il quale viene indicata la sede Distaccata di Modugno, sede peraltro inidonea, per lo svolgimento dell'attività di udienza penale. Del pari appare inadeguata rispetto alla gravità della situazione l'attivazione di una indagine di mercato per l'individuazione di immobili in cui spostare tutta la giurisdizione penale.

Invero, occorre che ogni decisione avvenga nel rispetto per la Giustizia, per il cittadino e per tutti gli addetti ai lavori.

Ecco perchè si condivide appieno la richiesta di dichiarare lo stato di emergenza: ciò consentirebbe la nomina di un commissario oltre che l'emanazione di provvedimenti celeri, quali la requisizione di idonei immobili alla funzione.
Di certo, però è necessario che si individuino fin da subito luoghi adatti, duraturi e non temporanei per accorpare tutti gli Uffici distrettuali della Corte di Appello di Bari.

D'altronde è inconcepibile che per problemi e criticità note ed ampiamente annunciate, non derivanti da eventi imprevedibili, paghino i cittadini. Infatti il Movimento Forense esprime il più ampio dissenso a che vengano sospesi i termini processuali, tra cui anche la prescrizione: al cittadino non possono essere imputabili inefficienze dello Stato.

Del resto come diceva Montesquieu: "una giustizia ritardata è una giustizia negata". Ecco perchè le udienze e tutte le attività devono continuare e riprendere il prima possibile in luoghi, seppur temporanei, consoni senza alcun ulteriore frazionamento di sedi.

Per quanto concerne strettamente la politica forense si condivide la richiesta da parte del COA di Bari di sospensione dei prossimi pagamenti della Cassa Forense per gli iscritti, nonché di rivedere la regolamentazione dei praticanti.

Il Movimento Forense Nazionale auspica segnali forti ed incisivi da parte di tutte le Istituzioni Nazionali Forensi e di tutti gli altri Ordini, anche indicendo forme di protesta in segno di solidarietà per i colleghi Baresi: ciò perchè la triste vicenda di Bari non deve essere vista e non può essere vista come un caso unico, isolato e lontano, ma è un caso che riguarda tutti i Fori.

La Giustizia è una, l'Avvocatura è unica e uniti si vince, da soli siamo solo bersaglio!!!

Avv. Flavio Luigi Romito ( Presidente Movimento Forense Bari)
Avv. Massimiliano Cesali ( Presidente Nazionale Movimento Forense)


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