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REGOLAMENTAZIONE DEL MANTENIMENTO DEI FIGLI NELLE CAUSE DI DIRITTO FAMILIARE. LINEE GUIDA PER LA REGOLAMENTAZIONE DELLE MODALITÀ DI MANTENIMENTO DEI FIGLI NELLE CAUSE DI DIRITTO FAMILIARE.

In occasione della seduta amministrativa del 14 luglio u.s. il Consiglio Nazionale Forense, in unione con la Commissione “famiglia”, la Rete dei referenti per il Diritto di Famiglia e le Associazioni di settore, ha approvato ed elaborato le c.d. “Linee guida per la regolamentazione delle modalità di mantenimento dei figli nelle cause di diritto familiare”, pubblicate il 29/11/2017.

L’obiettivo è quello di sopperire alla lacuna normativa esistente in materia, introducendo criteri certi per la determinazione delle spese di mantenimento dei figli, distinguendo tra quelle ricomprese nella contribuzione ordinaria e le spese c.d. extra assegno, al fine di dirimere, in via preventiva, una delle principali cause di contenzioso tra genitori nella fase patologica della crisi familiare.

Per questo si invitano, soprattutto, parti e difensori ad esporre in forma precisa e dettagliata, sia all’interno degli accordi congiunti sia all’interno degli atti giudiziali di separazione e/o divorzio, le spese che esulano dal mantenimento ordinario dei figli.

In mancanza di espressa pattuizione e/o accordo tra le parti in materia, si potrà tenere conto della classificazione operata dal CNF e che di seguito viene riporta integralmente:

SPESE COMPRESE NELL'ASSEGNO DI MANTENIMENTO: vitto, abbigliamento, contributo per spese dell’abitazione (comprese le utenze), spese per tasse scolastiche (eccetto quelle universitarie) e materiale scolastico di cancelleria, mensa, medicinali da banco (comprensivi anche di antibiotici, antipiretici e comunque di medicinali necessari alla cura di patologie ordinarie e/o stagionali), spese di trasporto urbano (tessera autobus e metro), carburante, ricarica cellulare, uscite didattiche organizzate dalla scuola in ambito giornaliero; baby sitter se già esistenti nell’organizzazione familiare; prescuola, doposcuola se già presenti nell’organizzazione familiare prima della separazione o conseguenti al nuovo assetto determinato dalla cessazione della convivenza, a condizione che si tratti di spesa sostenibile; trattamenti estetici (parrucchiere, estetista), attività ricreative abituali (cinema, feste ed attività conviviali), spese per la cura degli animali domestici dei figli (salvo che questi siano stati donati successivamente alla separazione o al divorzio).

SPESE EXTRA ASSEGNO OBBLIGATORIE, per le quali non è richiesta la previa concertazione: libri scolastici, spese sanitarie urgenti, acquisto di farmaci prescritti ad eccezione di quelli da banco, spese per interventi chirurgici indifferibili sia presso strutture pubbliche che private, spese ortodontiche, oculistiche e sanitarie effettuate tramite SSN in difetto di accordo sulla terapia con specialista privato; spese protesiche; spese di bollo e di assicurazione per il mezzo di trasporto, quando acquistato con l’accordo di entrambi i genitori.

Tutte le spese extra assegno, subordinate o meno al consenso dei genitori, devono essere debitamente documentate.

SPESE EXTRA ASSEGNO subordinate al consenso di entrambi i genitori, suddivise nelle seguenti categorie:

  1. Scolastiche: iscrizioni a rette di scuole private, iscrizioni, rette ed eventuali spese alloggiative, ove fuori sede, di università pubbliche e provate, ripetizioni; frequentazione del conservatorio o scuole formative; master e specializzazioni post universitari; spese per la preparazione agli esami di abilitazione o alla preparazione ai concorsi (quindi l’acquisto di libri, dispense ed eventuali pernottamenti fuori sede); viaggi di istruzione organizzati dalla scuola, prescuola, doposcuola; sevizio baby sitting laddove l’esigenza nasca con la separazione e debba coprire l’orario di lavoro del genitore che lo utilizza; viaggi studio e d’istruzione, soggiorni all’estero per motivi di studio; corsi per l’apprendimento delle lingue straniere;
  2. Spese di natura ludica o parascolastica: corsi attività artistiche (musica, disegno, pittura), corsi di informatica, centri estivi, viaggi di istruzione, vacanze trascorse autonomamente senza i genitori, spese di acquisto e manutenzione straordinaria di mezzi di trasporto (mini car, macchina, motorino, moto); conseguimento della patente presso autoscuole private;
  3. Spese sportive: attività sportiva comprensiva dell’attrezzatura e di quanto necessario per lo svolgimento dell’eventuale attività agonistica;
  4. Spese medico sanitarie: spese per interventi chirurgici, spese odontoiatriche, oculistiche e sanitarie non effettuate tramite SSN, spese mediche e di degenza per interventi presso strutture pubbliche o private convenzionate, esami diagnostici, analisi cliniche, visite specialistiche, cicli di psicoterapia e logopedia.
  5. Organizzazione di ricevimenti, celebrazione e festeggiamenti dedicati ai figli.

Con riferimento alle spese straordinarie subordinate a concertazione preventiva, qualora uno dei genitori sia in disaccordo, a fronte di una formale richiesta scritta avanzata dall’altro (a mezzo sms, email, fax, pec, ecc.), dovrà, entro venti giorni dalla data di ricevimento della stessa, presentare in forma scritta un dissenso motivato. È espressamente previsto che in difetto di risposta, il silenzio verrà interpretato come consenso alla spesa.

È dovuto il rimborso pro-quota al genitore che ha sostenuto integralmente le predette spese, e che ha esibito e consegnato idonea documentazione entro un mese dalle stesse, entro il mese successivo a decorrere dalla richiesta.

È altresì previsto che l’assegno familiare sia corrisposto, in aggiunta all’assegno di mantenimento, al genitore collocatario in via prevalente del figlio, salvo diverso accordo.

Da un punto di vista fiscale, il provvedimento suddetto specifica che entrambi i genitori posso operare la detrazione ai fini Irpef delle spese straordinarie di mantenimento nella stessa proporzionale quota di riparto delle spese stesse; mentre la deduzione per i figli a carico sarà effettuata al 50 % tra i genitori, salvo diverso accordo. Eventuali sussidi e/o rimborsi disposti dallo Stato e/o da qualsiasi Ente pubblico o privato a sostegno delle spese scolastiche e/o sanitarie relative ai figli vanno a beneficio di entrambi i genitori nella stessa proporzionale quota di riparto delle spese straordinarie.

Avv. Laura Murolo

MOVIMENTO FORENSE SEZIONE DI ROMA

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