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AVVOCATI, CNF E MINISTERO: "QUER PASTICCIACCIO BRUTTO" DELLA POLIZZA INFORTUNI

A mettere in ordine date e fatti, non ci si crede. Eppure questa vicenda è accaduta davvero e, dietro i comunicati patinati dei vertici istituzionali, a farne le spese sono stati decine di migliaia di avvocati, costretti a stipulare improbabili polizze assicurative.

Vediamo cosa è successo:
1) Nel 2012, dopo il congresso di Bari che già ne auspicava ampie modifiche, viene approvata la legge professionale n. 247/2012 ove, all’art. 12, si sanciva l’obbligo per gli avvocati di stipulare polizza assicurativa a copertura della responsabilità professionale e degli infortuni derivanti a sé ed ai propri praticanti, collaboratori e dipendenti.
Nel solco della migliore tradizione italica, la norma demandava la concreta regolamentazione dell’obbligo ad un futuro decreto ministeriale, da adottarsi sentito il CNF.
L’obbligo di stipulare la polizza infortuni veniva introdotto con emendamento, in un testo noto al CNF sin dall’Agosto 2012 (come attesta il dossier CNF 8/2012, consultabile dal sito istituzionale).

2) Nel settembre del 2016, con calma, arrivava il decreto ministeriale (pubblicato poi in GU n.238 del 11-10-2016), che stabiliva le condizioni essenziali ed i massimali minimi delle polizze assicurative a copertura della responsabilità civile e degli infortuni derivanti dall'esercizio della professione di avvocato, fissando l'entrata in vigore della disciplina al 11.10.2017.
Lo schema del regolamento veniva preventivamente trasmesso al CNF, che esprimeva parere positivo alla bozza di decreto, salvo correzioni marginali recepite dal Ministero (Parere CNF del 15/07/2016).

3) In data 10 settembre 2017, stante il silenzio delle rappresentanze istituzionali forensi, il Movimento Forense denunciava con un pubblico comunicato, ed a mezzo PEC, l'inadeguatezza e l'ingiustizia della normativa e chiedeva al Ministero, al CNF ed all'OCF, anche con una petizione che ha raccolto fino ad ora quasi 2000 firme, la proroga di oltre 1 anno e mezzo dell'entrata in vigore dell'obbligatorietà per operare le necessarie correzioni della disciplina e l'abolizione dell'assicurazione contro gli infortuni.
Solo il Movimento Forense, e non i tanti che oggi leggiamo, dava voce alle preoccupazioni di migliaia di Colleghi lasciati allo sbaraglio, e ciò ben un mese prima della scadenza dei termini previsti per l’adeguamento assicurativo, quando ancora si poteva intervenire contenendo tanto il danno economico per i Colleghi, quanto quello d’immagine per le istituzioni forensi.
Successivamente, nell’incombere dei termini, pure alcuni Ordini Territoriali prendevano posizione nel senso di sollecitare una proroga.

4) In data 11 ottobre us, a poche ore dall’entrata in vigore del menzionato d.m., il Ministero ne decretava la proroga di 30 giorni al dichiarato fine “di consentire il perfezionamento dell’ iter procedurale avviato dal Consiglio nazionale forense per la conclusione della convenzione collettiva finalizzata ad offrire agli iscritti all’albo degli avvocati una polizza assicurativa a condizione di particolare favore” su richiesta del CNF (d.m. pubblicato in GU n. 238 del 11/10/2017).
In altri termini, un obbligo di legge veniva differito per agevolare una determinata convenzione assicurativa, tra due specifici contraenti, e NON per correggere le criticità, ed abrogare l’obbligo della polizza infortuni!
Infatti accadeva che, ormai scaduti i termini “originariamente” stabiliti per l’entrata in vigore dell’obbligo, la convenzione tra il CNF e compagnia assicurativa al tempo ignota, non era ancora “pronta”, diciamo così.
La proposta assicurativa di tale convenzione arrivò agli Avvocati, solo il 12-13 ottobre, ossia quando la maggior parte di essi, usi ad ottemperare ad un obbligo di legge sanzionato in via disciplinare ed amministrativa, aveva già provveduto stipulando assicurazioni professionali e su infortuni a condizioni più sfavorevoli ed s prezzi maggiori di quelli "strappati" dal CNF (si ricordi che la proroga ministeriale, giunse solo in data 11/10/2017, ad ore dallo scoccare della scadenza e senza alcun preavviso).

5) Pochi giorni fa il Presidente del CNF, Andrea Mascherin (che, ricordiamo, solo pochi mesi prima aveva dato parere favorevole il d.m. assicurazioni) dichiarava - a distanza di 5 anni dalla approvazione della Legge Professionale degli Avvocati - che la polizza infortuni obbligatoria “non stava né in cielo né in terra” ed era frutto di un errore probabilmente dovuto ad uno “stato confusionale” in Parlamento (cfr. intervista rilasciata ad Avvocati il 19 ottobre 2017).

6) Infine, a fine Ottobre 2017, seguiva scambio di cortese corrispondenza tra il Presidente del CNF ed il Ministro Orlando, ora tutti concordi che la polizza infortuni obbligatoria si appalesi incostituzionale, e così si giungeva ad una convergenza di propositi per ottenere una modifica della normativa VIGENTE (si badi bene, ad oggi VIGENTE).
Il tutto con l'entrata in vigore dell'obbligatorietà prevista per il 10 novembre pv; occorre ricordarlo a chi ha abbassato la guardia e si accontenta della stampa che cita solo i comunicati di via Arenula.

Ora, a prescindere dalle valutazioni nei confronti dell'operato del CNF, che ritengo abbia la responsabilità di trovare una soluzione economica agli avvocati che hanno già sottoscritto le polizze, non può tacersi una valutazione POLITICA che pone l’inquietante quesito - anche alla luce di quanto si legge in queste ore circa il DDL ministeriale sull'equo compenso:

chi mai darà più credibilità al prossimo deliberato della massima istituzione forense?

Ma, soprattutto, cosa dovranno fare gli avvocati nei giorni che trascorreranno tra il 10 novembre data di entrata in vigore l'obbligatorietà' delle polizze e la modifica "promessa" della normativa (se sarà in legge di stabilità andremo almeno gennaio 2018)?

Non sarebbe utile disporre un’ulteriore, e idoneamente estesa, proroga, al fine di permettere un intervento sia sulla disciplina corregendone le criticità, sia sulla legge professionale, abrogando un obbligo assicurativo infortuni palesemente incostituzionale, come aveva chiesto il Movimento Forense il 10 settembre scorso?

In qualsiasi modo la si legga, la vicenda dell'assicurazione rappresenta il fallimento di tutti i soggetti che ne hanno portato la responsabilità istituzionale, e da la cifra del loro operato in questi anni.

Un vero "PASTICCIACCIO BRUTTO".
Attendiamo fiduciosi il prossimo colpo di scena. #reset

MOVIMENTO FORENSE
Massimiliano Cesali


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