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I GIUDICI? NON SI SENTONO TUTTI UGUALI

Non riesco a comprendere la presa di posizione di alcuni Giudici "togati" che invece di accogliere di buon grado l'ausilio dei Giudici "onorari" che ad oggi rappresentano la meta' della forza lavoro negli Uffici Giudiziari e sono vitali per l'andamento (seppur inesorabilmente lento) della macchina della Giustizia italiana, li snobbano considerandoli "figli di un Dio minore".

Non entro nel merito delle rivendicazioni della magistratura onoraria (che tuttavia mi sembrano condivisibili) ma è veramente insopportabile sentire i distinguo da parte dei Giudici togati quando capita di definire loro Collega un magistrato onorario.

Si percepisce distanza, talvolta vero disprezzo nei confronti di coloro i quali siedono dalla loro stessa parte nelle aule giudiziarie.

Ebbene rammento a me stesso che senza magistratura onoraria la giustizia italiana avrebbe chiuso da un pezzo, ovvero i magistrati (quelli che si sentono veri) sarebbero costretti A LAVORARE TUTTI DI PIU', a fare udienza tutti i giorni e non 2 volte a settimana, con conseguente triplo carico del loro ruolo.

Una delle soluzioni è fare più concorsi per magistrati ed assumere, ma si sa se si aumenta il numero si annacqua il potere dei pochi.

Come al solito, non bisogna generalizzare, questo pensiero è rivolto solo a chi si sente "superiore" e attrae le antipatie di chi invece è costretto a lavorare quanto "i titolati" percependo un decimo dei compensi.

La conseguenza è questa aberrante riforma della magistratura onoraria e delle competenze: una giustizia di serie A che rimarrà nei Tribunali e che rappresenta il 30% del contenzioso ed una di serie B - la maggior parte delle cause - dal Giudice di Pace, senza strutture adeguate, senza #PCT e - possiamo affermarlo - talvolta senza una adeguata formazione.

Se tutti gli operatori del settore remassero nella stessa direzione senza rivendicare posizioni di superiorità, probabilmente la barca della Giustizia avrebbe più facilità ad uscire dalle secche in cui si trova.

Un saluto.

Avv. Massimiliano Cesali 

(Presidente Nazionale Movimento Forense)


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