Politica Forense

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LA PROPOSTA DEL MOVIMENTO FORENSE E LA MOZIONE AGORÀ.

Roma, 15 Settembre 2016 - Il Movimento Forense ha presentato la propria proposta di Mozione di riforma della governance ormai 4 mesi fa, aprendo la discussione sul futuro dell'Organismo politico dell'Avvocatura. 
A seguito di cio' abbiamo recepito alcune delle critiche e delle istanze formulate dagli avvocati, soprattutto quelli iscritti in Fori di minore dimensione, proprio per migliorare la proposta e renderla più condivisa possibile. 
Per il Movimento Forense il futuro O.U.A. o come si chiamerà (se cambierà nome) dovrà avere tutte le funzioni di rappresentanza politica ed anzi, se possibile, ampliarle.
Questa visione si pone in contrapposizione con chi non vuole una rappresentanza unitaria e, invece, vorrebbe relegare l'Organismo a stampella del CNF o, peggio, ad un mero centro studi senza neppure un Presidente.
Per essere chiari, l'organismo politico, sempre secondo MF, non dovrà dipendere dal CNF neppure dal punto di vista economico.
I membri dell'Organismo dovranno essere tutti eletti in sede congressuale e saranno incompatibili con qualsiasi altra carica di rappresentanza (Cassa, CNF, Consigliere Ordine, membro dei CDD ed altro) tranne che per un 25% dei componenti dell'assemblea che saranno eletti tra candidati di espressione ordinistica e delle unioni.
Ma soprattutto, il Presidente (e non il coordinatore) dovrà essere eletto, insieme alla giunta, direttamente dal Congresso, massima Assise dell'Avvocatura, e non nell'ambito di una assemblea che - seppur autorevole - è una espressione democratica di secondo grado.
L'avvocatura per portare avanti le proprie istanze ha necessita di avere la massima legittimazione interna ed esterna, pertanto, il Movimento Forense ritiene la proposta di elezione Congressuale del Premier dell'avvocatura un elemento qualificante rispetto al quale non ci sono controindicazioni, almeno da parte di chi vuole che il proprio rappresentante si sieda ai tavoli politici con il riconoscimento democratico piu ampio e diretto possibile con l'attuale legge professionale.
Da ultimo, ma non per ultimo, è doveroso ribadire che verranno contrastate tutte le forme di elezione dei Delegati ovvero dei membri dell'Organismo che non prevedano la possibilità di espressione di una pluralità di idee e generi in spregio a quanto sancito dal TAR e CdS.
Fermo quanto sopra esposto il Movimento Forense, nel sottolineare il ritardo con cui si sta affrontando la questione da parte di alcuni ma conscio dell'importanza dei temi trattati, auspica una Mozione unitaria dell'avvocatura su cui convergere che però abbia rispetto del ruolo centrale dell'Organismo politico.

 

(Movimento Forense)
Massimiliano Cesali

 


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