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CONVEGNO 27 GIUGNO 2016: AVVOCATURA, IMPRESE, CITTADINI E POLITICA SI CONFRONTANO

Si è tenuto a Roma il 27 giugno 2016, presso Casa Bonus Pastor,  il convegno, organizzato dalla sezione romana del  Movimento Forense,  dal titolo : “GIUSTIZIA ED ECONOMIA LE RIFORME DEL PROCESSO CIVILE E LA RICADUTA SU IMPRESE E CITTADINI AVVOCATURA, IMPRESE, CITTADINI E POLITICA SI CONFRONTANO”.

Hanno partecipato l’avv. Massimiliano Cesali, presidente del Movimento Forense,  l‘On. Gennaro Migliore, sottosegretario del Ministero della Giustizia, l’On. Andrea Colletti, membro permanente della II Commissione Giustizia della Camera dei deputati, l’avv. Mirella Casiello, presidente dell’Organismo Unitario dell’Avvocatura, Renato Giallombardo, Coordinatore Commissione Sviluppo Economico PD Lazio,  l’avv. Stefania Possidente, Componente dipartimento scientifico del Movimento Forense, il dott. Angelo Camilli imprenditore.

Il convegno, moderato  dal giornalista Lucio Fava Del Piano, ha suscitato il vivo interesse del  pubblico presente in sala, numeroso e  qualificato, anche grazie al brillante contributo dei relatori, che hanno reso il dibattito in sala di estremo interesse e fecondo di proposte, anche con riferimento al recente disegno di legge n.2953(di iniziativa governativa  -  presentato l’undici marzo 2015) di riforma del processo civile.

L’On. Andrea Colletti, ha sottolineato le criticità del disegno di legge di riforma e dei recenti interventi del legislatore di amministrazione del settore giustizia, che dimostrano la limitata conoscenza da parte del legislatore degli effetti pratici dei prodotti normativi realizzati e la scarsa sensibilità ed  attenzione del Governo, che manifesta un inaccettabile ritardo nella emanazione della maggior parte dei provvedimenti ( decreti ministeriali)  attuativi degli interventi di riforma realizzati, frustrando gli obiettivi, non sempre calibrati,  del legislatore.

Ha citato, tra le altre, la legge n. 208/2015 ( legge di stabilità 2016 ) che prevede la compensazione dei crediti da patrocinio a spese dello stato con qualunque imposta o tassa dovuta dall’avvocato all’amministrazione fiscale, a decorrere dall’anno 2016, lamentando  che il Governo non ha emanato il relativo decreto attuativo, rendendo di fatto inefficace ed improduttivo di effetti l’intervento normativo.

Ha criticato, in generale, l’eccesso di produzione normativa nel settore giustizia mentre sarebbe sufficiente far funzionare l’attuale sistema, anche con la mera emanazione dei decreti attuativi dei numerosi istituti giuridici creati negli ultimi anni. In questa prospettiva ha evidenziato la opportunità  di assumere dei manager con adeguate competenze alla guida dei Tribunali ed in generale delle Corti di giustizia, in luogo dei magistrati di professione e la necessità di  una visione “ingegneristica” dell’amministrazione della giustizia,  attraverso una efficiente e meditata allocazione delle risorse a disposizione, che consentirebbe di migliorare l’efficienza del sistema,  che funziona bene solo quando vengono previste risorse adeguate  a disposizione.

Finalmente ha criticato la tendenza alla deprofessionalizzazione  degli organi giudicanti, realizzata con la recente istituzione dei g.o.p. ( giudici onorari di pace) e la rilevante competenza di materia e valore agli stessi  attribuita, senza tuttavia incidere in modo coerente sull’ammontare del contributo unificato, assegnando all’utente del servizio un costo immutato,  a fronte di un servizio dequalificato e meno oneroso per lo stato, che è già finanziato dalle imposte ( la tassa è una controprestazione di un servizio divisibile ed è meno costoso per il minor costo dei giudici onorari ) .

Il sottosegretario Migliore, condividendo parte delle considerazioni formulate dall’On. Colletti, ha difeso la riforma della magistratura onoraria che ha dato un rilevante contributo alla amministrazione della giustizia, ribadendo la difficoltà di incidere sull’ammontare  del contributo unificato, previsto in modo anche più oneroso  negli altri paesi europei, dove si assiste ad un rilevante ricorso ai sistemi alternativi di risoluzione delle controversie, anche in ragione del mutamento di un processo, non tanto legislativo,  ma di cultura,partecipato e condiviso da tutti i soggetti attori della giurisdizione.

Ha sottolineato la necessità di nuove ed ulteriori risorse per il settore giustizia, attraverso interventi di progetto, anche attraverso l’eliminazione delle zone di inefficienza , come evidenziala recente denuncia del Presidente della Corte di appello di Napoli relativamente alle 50.000 sentenze ineseguite, delle quali 30000 in materia penale, di tal che per l’inefficienza del sistema, ci sono condannati con sentenza definitiva a piede libero.

L’avv. Casiello ha criticato determinati aspetti del ddl  di riforma, che da un lato pretende la sinteticità degli atti introduttivi del giudizio e dall’altro non interviene su determinati principi consolidati di valutazione degli atti, ad esempio il principio di autosufficienza del ricorso per cassazione, che rendono arduo il ministero dell’avvocato. Ha poi criticato gli interventi di geografia giudiziaria, piuttosto affidati a criteri non ragionevoli, che hanno costretto  i consigli degli Ordini ha realizzare interventi di supplenza per evitare la paralisi del sistema.

L’avv. Casiello ha infine proposto l’estensione del patrocinio a spese dello stato nell’ambito dell’ADR, prevedendo un compenso a forfait per i professionisti per l’intero procedimento di mediazione.

 

a cura dell'Avv. Antonio Martini


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