Politica Forense

L'ORIZZONTE FORENSE

Last update on 06 marzo 2016.

L'ORIZZONTE FORENSE

 

Roma, 06.03.2016 - L'inaugurazione dell'anno giudiziario del Consiglio Nazionale Forense ha portato un po' di chiarezza nel confuso scenario politico dell'avvocatura.

Il Presidente Mascherin ha esposto in modo convincente la posizione dell'avvocatura rispetto ai tanti temi di attualità: la sua analisi anche politica, e sottolineiamo politica, é in gran parte condivisibile.


Il Ministro Orlando, ospite dell'evento, ha esposto i risultati conseguiti dal suo Dicastero e, dopo aver invocato più volte sin dal Congresso di Venezia un unico interlocutore nell'avvocatura, ha comunicato la propria scelta regalando un endorsement politico e pubblico al CNF davanti agli Ordini territoriali. 

Insomma si sta completando il progetto Federordini formalizzato dal CNF con l'Agorà e reso palese con l'appello di Mascherin, datato qualche mese fa, al Ministro di audizione delle Unioni Distrettuali per la vexata quaestio delle elezioni forensi. 

Certo é emblematico che per poter avere un riconoscimento di rappresentanza anche politica il CNF non sia passato per gli avvocati ma attraverso il Ministro; d'altronde questo é il trend del momento: la rappresentatività sembra un accessorio fuori moda. 

Singolare, poi, é il fatto che nella stessa giornata il Presidente Mascherin abbia sostenuto in modo convincente e accorato la posizione dell'Istituzione appena sublimata dell'Avvocatura contro l'introduzione del socio di capitale (su tale posizioni é schierata anche l'Oua) e, a distanza di pochi minuti, il Ministro Orlando abbia affermato che andrà avanti invece in questo progetto nonostante la contrarietà del CNF, definendo questa non una posizione dell'avvocatura ma solo di "una parte" di essa. 

Quanto accaduto rischia di avvalorare la tesi di chi ritiene che la scelta del Ministro circa l'interlocutore sia caduta sul CNF proprio perché filo-governativo, poco rappresentativo (rammentiamo il sistema di elezione distante anni luce dalle nostre scrivanie) e troppo tiepido e ingessato per rappresentare un ostacolo politico. 

Facciamo fatica ad immaginare un pugnace CNF a condurre vere e proprie battaglie anche di piazza  a sostegno dell'avvocatura, ovvero -nell'eventualità - a proporre astensioni contro il Ministro. 

Ora, alla luce degli interventi ascoltati, avranno vita facile i commentatori che prefiguravano una linea editoriale de "Il Dubbio" - il giornale del CNF finanziato con le tasche di tutti noi avvocati - non discontinua rispetto a quella de "Il Garantista" certamente non invisa a un Governo che più volte ha mostrato i muscoli nei confronti della Magistratura. 

Con questo scenario appare chiaro il motivo per cui il CNF ha adottato, in silenzio e senza condivisione, il regolamento sui gettoni di presenza, ossia per garantire un riconoscimento economico ai componenti dell'Istituzione forense che avranno ora pochissimo tempo da dedicare alla professione presi dai molteplici impegni legislativi, istituzionali, giurisdizionali, esecutivi, politici ed editoriali. 

Ma viene da chiederci: tutto ciò come incide nella vita quotidiana degli avvocati? 

Come intende il CNF recuperare il rapporto con le associazioni, cuore pulsante dell'avvocatura, che più volte hanno manifestato il loro dissenso rispetto alle decisioni del CNF impugnando praticamente tutti i regolamenti adottati a Via del Governo Vecchio? 

Certamente non riteniamo produttiva una politica caratterizzata dalla mancata condivisione con gli avvocati delle decisioni che riguardano loro stessi, e da silenzi ottenuti con coccarde e strette di mano.

Inoltre nutriamo forti dubbi circa la compatibilità di una pluralità di funzioni, soprattutto quella giurisdizionale, concentrate tutte in capo al CNF. 

Ancora, stante l'attuale scenario, sarà interessante comprendere come intenda il CNF risolvere il problema dell'art. 39 LP e quale sarà l'Organismo previsto dalla Legge che attuerà le delibere del Congresso Nazionale Forense (a questo punto, se mai verrà convocato), considerando che la Legge 247/12 individua evidentemente un organismo politico che é altro rispetto al CNF.  

Non crediamo che la rappresentanza politica si acquisisca sulla carta o dall'alto; siamo invece, convinti che la rappresentatività si conquisti con i voti, con il consenso di quella che impropriamente viene chiamata "la base dell'avvocatura". 

Con le Colleghe e i Colleghi del Movimento Forense affermiamo la necessità del massimo coinvolgimento degli avvocati nella fase della scelta della governance della nostra  categoria; solo così si riuscirà a trasformare quello che oggi ricorda un "gioco di ruolo" in un gioco di squadra.

  


#1 avvocato1voto.

 Massimiliano Cesali⁠⁠

(Movimento Forense)

 


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