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LE PEC DI AGOSTO E LE RISPOSTE DI SETTEMBRE DELL'ORDINE DI ROMA

Qualche settimana fa avevamo criticato le modalità (e non certo il fatto che il contributo fosse dovuto) con le quali il COA uscente di Roma ha, in pieno agosto, comunicato l'avvio di un procedimento nei confronti dei Colleghi che non hanno avuto il tempo – o, purtroppo, la possibilità – di pagare tempestivamente il contributo annuale al COA, contributo deliberato in giugno con scadenza alla fine dello stesso mese.

Il Consigliere Tesoriere Galletti, di rientro dalle vacanze che certo non sono state turbate da polemiche o incombenze istituzionali – la PEC in oggetto era infatti a firma di un funzionario dell'Ordine – ha ritenuto di vergare una ponderosa comunicazione, densa di livore, per attaccare chi si è permesso di criticare tale iniziativa e per spiegarne, diciamo così, le ragioni.

Purtroppo il Consigliere Tesoriere Galletti (espressione che ricorre nella missiva cinque volte, casomai a qualcuno fosse sfuggita) solleva più dubbi di quanti riesca a chiarirne.

Solleva il dubbio di non avere la più pallida idea di quale sia la reale condizione degli avvocati romani, considerando “furbetti” anche quei tanti colleghi che, loro malgrado, non hanno avuto la possibilità di saldare tempestivamente il contributo.

Solleva il dubbio di avere scarsa familiarità con le regole democratiche, accusando illustri colleghi di campeggiare “indisturbati” (!) in una lista elettorale e di avere l'ardire di voler “addirittura” (!) concorrere alla guida del COA. E per favore, Consigliere, eviti di parlare di OCCUPAZIONE, che quella è materia con la quale la sua lista ha maggiore dimestichezza di chiunque altro... Si viene eletti, non si "occupa" !!!

Solleva il dubbio di avere qualche problema a distinguere obbligo da facoltà, se è vero come è vero che il famoso MAV per il pagamento include il contributo “facoltativo” all'OUA e non può essere modificato, trasformandolo, di fatto, in obbligatorio (circostanza politica questa su cui occorrerebbe aprire un serio discorso).

Solleva soprattutto il dubbio – e qui la cosa si fa grave, trattandosi di un Consigliere Tesoriere – di non saper distinguere tra crediti e perdite: perché quanto non riscosso per il contributo annuale è un credito, mentre la differenza tra costi e ricavi sono perdite, o buchi, come li chiama il Consigliere Tesoriere Galletti. Su tale punto, contrariamente a quanto affermato dal Consigliere Tesoriere Galletti, risulta che le precedenti consiliature, abbiano lasciato i bilanci in attivo, mentre la maggioranza uscente di cui fa parte il Consigliere Tesoriere Galletti, nei soli ultimi due anni, è riuscita a produrre perdite, buchi, per oltre un milione e mezzo di euro, come da bilanci trionfalmente approvati dall'1% dei circa 24.000 iscritti all'Ordine di Roma. 

Alla faccia della “buona amministrazione” e della “oculata gestione” di cui il Consigliere Tesoriere Galletti va tanto fiero!


E taciamo sulle allusioni ai Colleghi “distratti” ai quali potrebbero sfuggire “le scadenze processuali dei loro assistiti”. Sono allusioni volgari e squalificanti.

Azioni di questo genere non tutelano nessuno e spingono il COA sempre più lontano dai Colleghi, affiancandolo nell'immaginario collettivo a Equitalia o al servizio riscossione multe del Comune.

Se questo è “il senso dell'impegno nella politica forense romana” del Consigliere Tesoriere Galletti & C. ...

@RadioTribunale


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