Politica Forense

Ultimo aggiornamento .

Roma, 20 ottobre 2014. Il Movimento Forense ha contribuito in modo determinante a respingere il progetto volto a riservare  delle quote di rappresentanza nella Governance  dell'avvocatura ad alcune associazioni, agli Ordini ed ai Distretti.  A tale pessimo progetto, sostenuto tra l'altro dal Presidente dell'Ordine di Roma Mauro Vaglio e dal Coordinatore del Distretto del Lazio Davide Calabro', si contrapponeva quello del Movimento Forense finalizzato, invece, a garantire la massima partecipazione degli avvocati nella scelta di chi rappresenterà politicamente l'avvocatura: #1avvocato1voto.

Per ottenere questo importante risultato Il Movimento Forense ha trovato una sintesi con altre realtà associative non rimanendo rigido sulle proprie posizioni.

L'obiettivo raggiunto ha dato ragione a chi ha dialogato senza pregiudizi politici e personali.

Non si può aver timore del passato se si ambisce a governare nel futuro.

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Menzione particolare deve essere riservata a quanto accaduto nel Distretto del Lazio al momento dell'elezione dei 9 componenti dell'assemblea.

Il Presidente dell'Ordine di Roma Vaglio e quello di Frosinone Calabrò  (ribadiamo Coordinatore dell'Unione del Distretto del Lazio) stringevano un accordo, come al precedente Congresso di Bari, finalizzato a non lasciar alcuno spazio nel Distretto al Movimento Forense che, seppur pensandola in modo diverso rispetto alla concezione oligarchica della politica forense dei due Presidenti, rappresenta migliaia di Colleghi nel Lazio.

Tale atto, provocatorio ed ostile, mal si coniuga con la disponibilità dell'unica associazione nel Lazio che ha consentito a centinaia di colleghi di Roma e del Distretto di partecipare gratuitamente a tante iniziative di formazione ed, in particolare, di apprendere le nozioni del PCT.

Proprio in quel di Frosinone del Presidentissimo Calabrò, il Movimento Forense ha dedicato una attenzione particolare organizzando molti corsi (sempre a titolo gratuito mentre gli altri sono a pagamento).

Per non parlare del sostegno che l'associazione - convinta che l'atavica divisione tra l'Ordine di Roma ed il Distretto fosse deleteria per l'avvocatura del Lazio - ha dato in occasione delle elezioni della Cassa Forense alla lista del Distretto che aveva come riferimento Calabrò medesimo. Curiosamente si contrapponeva alla lista distrettuale proprio l'odierno suo fidato alleato Mauro Vaglio, il quale RAMMENTIAMO rivendicava apertamente una sorta di supremazia del foro romano a dispetto di quelli distrettuali che reputava di serie B

Alla luce di quanto sopra, il Movimento Forense respinge al mittente i complimenti ipocriti del Presidente Vaglio tendenti a rabbonire i Delegati i quali, nel corso dei 3 giorni di Congresso, non sono mai stati convocati né per una riunione della delegazione romana né per una distrettuale.

Non si può gestire una delegazione di oltre cento colleghi, (il cui albergo era distante un’ora e quaranta minuti dalla sede Congressuale) peggio di una riunione di condominio.

Non serve mantenere una finta cortesia di maniera se non c'è il rispetto nella sostanza.

Sursum corda!

MOVIMENTO FORENSE

Massimiliano Cesali

 

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