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UN ALTRO IMPORTANTE SUCCESSO DI COMUNICAZIONE PER L’AVVOCATURA ITALIANA OTTENUTO DAL MOVIMENTO FORENSE

Roma, 16 agosto 2014. Come si dice “chi la dura la vince”, e il Movimento Forense anche stavolta ce l’ha fatta.

Ma veniamo ai fatti: lo scorso 7 agosto, sul quotidiano “La Repubblica” veniva pubblicato in prima pagina l’articolo del giornalista Federico Fubini dal titolo “ RADIOGRAFIA DI UN DECLINO”. Tale articolo veniva ripreso a pag. 2 con il seguente successivo titolo: “SCARSA PRODUTTIVITA’, SUPERTASSE E 3 MILA GIORNI PER UNA CAUSA CIVILE: ECCO LE CAUSE DEL DECLINO ITALIANO “. Eloquente la finalità perseguita dal giornalista per mezzo del proprio scritto; senonché alla fine di tale scritto era dato leggersi: “…ciò che fa vivere è la capacità di innovare e sostenere imprese pensate per stare su mercati globali, invece la struttura dell’economia italiana ha prodotto l’opposto. Il tempo medio per una causa civile o commerciale è di 2.992 giorni (900 in Germania) perché gli avvocati continuano a prendere parcelle basate sulla durata di un caso, mentre i magistrati sono pochi e non vengono valutati sul loro rendimento“”.

Immediate e numerose seguivano le proteste mosse dai tanti colleghi del Movimento Forense, con in primis il Presidente Nazionale - Avv. Massimiliano Cesali, tese evidentemente a contestare al Dr. Fubini di affrontare un tema tanto delicato quale la durata dei processi con poche e superficiali parole che non solo mettevano (tanto per cambiare) in cattiva luce gli avvocati ma che per giunta denotavano una ignoranza della materia atteso che, come noto, non solo l’avvocatura non ha mai “lucrato” sulla durata dei processi, ma che questa erronea e qualunquistica accusa (quand’anche e per assurdo ipotizzabile) cessa comunque ed in ogni caso di esistere dall’anno 2012 con l’entrata in vigore delle nuove tariffe professionali.   

Come detto a seguito delle numerosissime proteste mosse al giornalista sul proprio account di “Twitter”, sono seguite immediatamente e nello stesso giorno (7 agosto 2014) le scuse direttamente ad opera del medesimo Dr. Fubini a mezzo “post” sempre sul proprio “profilo Twitter”: “Le mie scuse agli avvocati: le tariffe non più parametrate alla durata dei processi. Regola cambiata, mio errore“.

Non pago di ciò, il nostro Presidente Nazionale, Massimiliano Cesali, inviava la seguente lettera direttamente sia al Direttore del quotidiano “La Repubblica”, Dr. Ezio Mauro, che allo stesso giornalista Dr. Fubini.

 



Richiesta di rettifica ex art. 8 Legge n. 47 del 1948 ed art. 42 Legge 416 del 1981

Ill.mo Sig. Direttore de “La Repubblica

Dott. Ezio Mauro

Ill.mo Sig. Dott. Federico Fubini

 

Egregio Direttore,

con riferimento all’articolo a firma di Federico Fubini - pubblicato sul quotidiano da Lei diretto in data 07.08.’14, dal titolo “Scarsa produttività, supertasse e 3 mila giorni per una causa civile: ecco le cause del declino italiano” – mi vedo costretto prima come avvocato e poi come Presidente Nazionale del “Movimento Forense”, in difetto di azioni efficaci da parte del Consiglio Nazionale Forense e dell'Organismo Unitario dell’Avvocatura, a richiedere una formale e sostanziale rettifica al citato articolo nella parte in cui il dott. Fubini ha, improvvidamente, inteso ricondurre le cause delle lungaggini processuali a presunti benefici economici che ne deriverebbero agli Avvocati.

L’affermazione secondo cui “Il tempo medio per una causa civile o commerciale è di 2992 giorni (900 in Germania) perché gli avvocati continuano a prendere parcelle basate sulla durata di un caso…”, appare, prima facie, svuotata da ogni riferimento normativo ed, in ogni modo, gravemente pregiudizievole per l’intera categoria professionale.

E’ di comune conoscenza, infatti, che i Parametri Forensi per la quantificazione dei compensi (peraltro illogicamente compressi con l’emanazione dell’ultimo DM n. 55/‘14) sono legati unicamente all’espletamento da parte dei Difensori delle varie fasi processuali, ne consegue l’interesse (evidentemente contrario a quello paventato dal dott. Fubini) degli Avvocati a definire il prima possibile i procedimenti loro affidati.

Ad ogni modo, le cause delle lungaggini processuali non possono e non devono essere imputate agli Avvocati i quali subiscono, al pari dei cittadini, rinvii di udienza di anni, bensi' vanno ricondotte alla oramai cronica carenza di Magistrati di cui soffrono i Distretti Giudiziari Italiani, alla allarmante mancanza di personale amministrativo e di risorse finanziarie e, da ultimo ma non per ultimo, all’omesso controllo, in riferimento a parametri di efficienza, della “macchina giustizia” nel suo complesso.

Il dott. Fubini, sollecitato – nella immediatezza della pubblicazione dell’articolo de quo – dal sottoscritto e da numerosi altri Colleghi del Movimento Forense attraverso Twitter,  nella tarda serata del giorno 07.08.’14, correttamente ammetteva – con la pubblicazione di un Tweet sul suo account personale - il macroscopico errore in cui era incorso.

Si ha ragione di ritenere, in ogni modo, che la rettifica e le scuse formulate dal dott. Fubini sul Social Network Twitter (considerato anche l’esiguo numero di followers su cui conta l’account personale del giornalista) non possano raggiungere, numericamente, la medesima e vasta platea di lettori del quotidiano “La Repubblica”, per cui si rende indispensabile la pubblicazione della presente rettifica.

Il tutto al fine di una corretta informazione, scevra da ogni sorta di retaggio e pregiudizio, circa la funzione primaria ed ineludibile dell’Avvocatura Italiana che è di tutela ed attuazione dei diritti dei cittadini.

Roma, 08.08.2014

Distinti Saluti

Movimento Forense

Il Presidente

Avv. Massimiliano Cesali

 


 

In data 9 agosto, sul quotidiano “La Repubblica” veniva pubblicata la seguente nota a firma del giornalista Dr. Fubini. “LA NORMA SBAGLIATA:  nel mio articolo pubblicato giovedì, “Radiografia di un declino”, ho scritto che la parcella degli avvocati è parametrata alla durata dei procedimenti. Invece non è più così dal 2012. Mi scuso dell’errore”.

E’ evidente che, seppur la rettifica ottenuta non ha completamente soddisfatto quanto richiesto, si tratta pur sempre di un altro grande ed importante successo a seguito dell’iniziativa assunta dal Movimento Forense contro tale articolo, che rappresenta l’ennesima dimostrazione anzitutto della cattiva e disinformata stampa di cui gode la nostra Categoria, ma che, di contro, dà pieno stimolo a chi come il MOVIMENTO FORENSE sin dalla sua costituzione è in prima fila per far risalire la china all’intera Categoria anche mediante un costante ed attento monitoraggio degli Organi di stampa e media.

Buon Ferragosto a tutta l’Avvocatura, e sursum corda

 Avv. Luca Sanzi


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