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AVVOCATURA: CHI SI ARROGA IL DIRITTO DI DECIDERE IL TUO FUTURO? NO AI NOMINATI ED ALLE “QUOTE DI RISERVA”

Roma, 6 agosto 2014. Durante la Conferenza Nazionale dell’Avvocatura (Napoli 20 gennaio scorso) È STATO ISTITUITO UN TAVOLO, "ipoteticamente" aperto a tutte le componenti dell’Avvocatura, per stabilire la nuova composizione e come eleggere l’Organismo Unitario dell’Avvocatura, in ossequio all’art. 39 della legge professionale. Per questo i Colleghi italiani sentono parlare di “TAVOLO ex art 39”.

Il documento finale del TAVOLO, riassunto in una o più mozioni, sarà sottoposto al voto dei Delegati al Congresso Nazionale Forense in programma ad ottobre a Venezia.

Nascerà così il nuovo Organismo politico dell’Avvocatura che dovrà interloquire e magari combattere con Governo ed Istituzioni in tema di Giustizia ed attuare le direttive congressuali. 

 

È BENE CHE I COLLEGHI ITALIANI SAPPIANO PRIMA E PER TEMPO COME QUESTO TAVOLO È STATO INTERPRETATO DA CHI LO HA ISTITUITO E QUALE PARTITA SI STA GIOCANDO IN VISTA DEL CONGRESSO FORENSE DI VENEZIA. CIASCUNO POTRÀ TRARNE LE SUE CONCLUSIONI, E CHI SARÀ DELEGATO POTRÀ ASSUMERSI LE PROPRIE RESPONSABILITÀ AL MOMENTO DEL VOTO.

  

1. Al momento di riunire il TAVOLO l'OUA ha precluso la partecipazione alla discussione ad alcune componenti dell’Avvocatura, contrariamente a quanto deciso durante la Conferenza di Napoli dal gruppo di lavoro sull’art. 39 che aveva istituito il TAVOLO stesso.

2. La partecipazione al TAVOLO è stata riservata esclusivamente alle associazioni (cosiddette) maggiormente rappresentative, agli Ordini ed alle Unioni Distrettuali con qualche eccezione discrezionale. Diversi soggetti attivi in politica forense che stavano lavorando al progetto di riforma dell’OUA sono stati esclusi.  

3. I motivi sono diventati presto chiari. Tutte le proposte di rinnovamento dell’OUA che sono scaturite dal “TAVOLO art. 39”, emblematicamente prevedono la RAPPRESENTANZA negli organi decisionali del futuro Organismo politico dell’Avvocatura RISERVATA “DI DIRITTO” AI MEDESIMI SOGGETTI CHE COMPONGONO IL TAVOLO, quindi, prevalentemente alle associazioni maggiormente rappresentative ed agli Ordini. 

(CLICCA PER LEGGERE LE PROPOSTE DEI COMPONENTI DEL TAVOLO EX ART. 39 LP)

4. Secondo le intenzioni dei partecipanti al TAVOLO, ben 2/3 dei membri del futuro Organismo di rappresentanza politica degli Avvocati dovranno essere individuati attraverso queste  “QUOTE DI RISERVA” – e solo il residuo ed ininfluente 1/3 democraticamente ed al congresso.

Quanto accaduto è censurabile nel metodo e nel merito.

L’operazione “QUOTE  DI RISERVA” è DANNOSA per l’avvocatura, antidemocratica, anacronistica e va nella direzione opposta rispetto a ciò che occorre: UN ORGANISMO DI RAPPRESENTANZA DEGLI AVVOCATI FORTE E  REALMENTE RAPPRESENTATIVO.

Le associazioni maggiormente rappresentative invece di favorire la partecipazione degli avvocati italiani al loro futuro inventano chiusure gattopardesche per tutelare la loro nicchia di rappresentanza precostituita.  

Gli Ordini vogliono frustrare l’elettorato attivo e riservarsi un certo numero di soggetti da loro stessi nominati e che rispondano direttamente al Presidente e non ai colleghi. E’ appena il caso di ricordare che gli ordini territoriali non possono avere rappresentanza politica mentre in questo modo se la costituirebbero attraverso una alchimia. Non si comprende peraltro, (o meglio si comprende benissimo!), il motivo per il quale gli Ordini, che a seguito di elezioni tenute localmente già inviano i loro delegati al Congresso con l'incarico di votare i membri dell’OUA, debbano garantirsi dei membri dell’OUA ULTERIORI attraverso il meccanismo delle quote riservate.

Il Movimento Forense, sin dalla Conferenza di Napoli, ha espresso una opinione fermamente contraria alla “QUOTE DI RISERVA” ed alla politica dei “NOMINATI”, indicando come dovrà essere composto il futuro Organo politico.

Per coinvolgere i 240.000 colleghi, CIOÈ UN ESERCITO ED UNA FORZA POLITICA IN GRADO DI DETERMINARE IL PROPRIO FUTURO SE FINALMENTE BEN RAPPRESENTATA, l’OUA deve essere riformata

 - nel nome

 - nel metodo di elezione dei membri

 - nell’azione

 - nella comunicazione 

Il MOVIMENTO FORENSE porta a Venezia la sua ferma convinzione e la sua proposta di riforma: ogni singolo avvocato deve avere il diritto di scegliersi i rappresentanti mediante l’elezione diretta dell’Assemblea, della Giunta e del Presidente dell’Organismo politico, anche con nuove e più moderne forme di voto mediante firma digitale e Pec (ovviamente garantendo la segretezza del voto).

(CLICCA PER LEGGERE LA PROPOSTA DEL MOVIMENTO FORENSE)

 

La vera rivoluzione è la normalità: #1avvocato1voto

Le quote di riserva vanno respinte:  #noquotediriserva

Avv. Massimiliano Cesali, Presidente del Movimento Forense.


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