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PCT, OBBLIGATORIETÀ SÌ O NO?

Roma, 14 giugno 2014.

Comunicato del Movimento Forense

L'obbligatorietà del Processo Civile Telematico era ormai imminente, questione di giorni, dopo tantissimi anni di attesa l'innovazione tecnologica sarebbe dovuta entrare a pieno regime in tutti i tribunali italiani.

Sarebbe dovuta, è il caso di dire.

Se da qualche giorno si susseguivano, infatti, solo indiscrezioni e pressioni in tal senso di una parte degli operatori del diritto (ANM in primis), proprio in questi giorni il Ministero della Giustizia ha diffuso una nota che anticiperebbe il contenuto del provvedimento di modifica della disposizione che regola l'entrata in vigore del processo telematico obbligatorio.

È nostro fermo convincimento, tuttavia, che la rivoluzione telematica della Giustizia non possa attendere oltre, ne ha bisogno l’intero comparto della Giustizia.

A chi ancora, a ridosso di una scadenza importante quale quella dell’obbligatorietà del deposito telematico degli atti processuali, chiede un rinvio, una proroga, un accantonamento degli strumenti telematici adducendo motivazioni come difficoltà di lettura a video, assenza di centri per la stampa, impreparazione degli avvocati, tutte ovviabili e spesso non pertinenti  alla funzione propria del deposito, cosa distinta dallo studio della causa che ben potrebbe continuare sul cartaceo, non possiamo che rispondere che il predetto obbligo, introdotto ben 18 mesi fa, al di là della più vecchia facoltà, appare ormai la via maestra da percorrere e il Movimento Forense, da subito, ha mosso i propri passi in questa direzione attraverso:
• predisposizione di vademecum;
• corsi gratuiti di formazione in piccoli gruppi;
• corsi in house;
• seminari con lezioni pratiche;
• convegni e dibattiti;
• partecipazione alle stesura di protocolli;
• raccolta firma per estensione a tutti gli uffici giudiziari del PCT;
• diffusione delle utilità e dei programmi gratuiti per il deposito telematico;
• esortazione all’uso dei servizi e degli strumenti del PCT;
• segnalazione delle criticità e delle possibili soluzioni;
• attività di informazione e aggiornamento normativo.

In realtà i veri problemi sono altri (tenuta del sistema, macchine non aggiornate) e, al più, potrebbero giustificare, in comprovati casi di emergenza, un ritardo dell'entrata in vigore dell'obbligatorietà di massimo un paio di mesi nei singoli Uffici, senza scuse pretestuose.

Nel silenzio delle istituzioni, il Movimento Forense, con orgoglio e spirito di servizio, senza vincoli e compromessi, ha fatto ciò che era doveroso fare per il bene dell’Avvocatura, della Cittadinanza e del nostro Paese.

Movimento Forense

Il Presidente MF Nazionale

Avv. Massimiliano Cesali


I Coordinatori del Dipartimento Nazionale Giustizia Telematica

Avv. Gianmaria Vito Livio Bonanno

Avv. Edoardo Ferraro


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