Basket Maschile

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"SENTI, CARINO!"

Roma, 17.3.2014. Ore 8,00 eccoci, pronti ad iniziare una nuova giornata. Accendo il telefono: controllo e- mail, messaggi, segreteria telefonica, whats app  e ..  però! 285 messaggi ! ovviamente è il gruppo MF del basket .

Sarà successo qualcosa di importante!

Rapido controllo agli ultimi messaggi:  no, ma che!   ..solito cazzeggio.

Nella classifica del campionato forse non saremo messi benissimo, ma se ci fosse un premio per il maggior numero di messaggi scambiati tra i giocatori non avremmo rivali. Coppa già ipotecata!

Anche a tavola, nel dopo partita, mi sembra, ci difendiamo bene. Anzi, annoveriamo autentici fuoriclasse della forchetta.

Nemmeno la  sconfitta  riesce a peggiorare le performances mandibolari degli indomiti cestisti. Se poi il posto prescelto per il “terzo tempo” è una trattoria fuori porta allora è certo che il saldo tra le calorie spese in partita e quelle acquisite una volta “attovagliati” sarà sicuramente a favore delle seconde.

A dire il vero, il bello di questo gruppo è che emerge una voglia di socialità che va oltre il mero fatto sportivo.

Direi quasi che il basket sia un pretesto per sentirsi parte di un gruppo,  ben oltre la mera condivisione della  divisa sociale.

Pur essendovi alla base un duplice denominatore comune e cioè quello di essere avvocati e appassionati di pallacanestro, inevitabilmente l’agonismo dello sport di squadra  avvicina (quando non li  respinge del tutto) gli individui, per l’esigenza di reciproco affidamento che il gioco comporta.

Il meccanismo di identificazione  si completa quando anche il coach, ed il suo vice, come nel nostro caso, sono dello stesso  “fototipo” dei giocatori; geneticamente inclini alla battuta, complici beffardi dei più caustici commentatori.

Ernesto e Ciro,i nostri allenatori, appunto, sono anagraficamente vicini ai senatori e quindi intorno alla boa dei 50, ma ancora con lo spirito giusto per gestire  un drappello di  entusiasti  che, smessi i panni dei professionisti forensi, si  cimentano con una buona dose di allegria in un “movimento” dei forensi  scandito da un cronometro che va a ritroso, dentro al rettangolo di gioco.

Ovviamente vengono fuori in questi contesti personalità nascoste e sorprendenti: ironici scrittori, satirici geni del fotoritocco, visionari imprenditori dell’agroalimentare, votati al martirio dell’allenamento quotidiano, istrionici millantatori di gloriosi passati sportivi, presunti tombeurs de femmes.

Insomma,una  varia  rumorosa umanità che si compatta al momento della partita contro gli odiati avversari della domenica, immancabilmente più giovani, dannatamente più veloci, anche fortunati, almeno, in molti casi, scorretti picchiatori.

Già, la partita della domenica,  che sommata ai due allenamenti settimanali provoca il risentimento di quelle mogli e fidanzate  che avrebbero altri programmi e  non prendono nemmeno  in considerazione l’ipotesi di andare a vedere, non dico fare il tifo,  i loro compagni in canotta e pantaloncini, magari in scomodi campetti di periferia. Chissà perché!

“Senti carino, ma non ti sembra di esagerare con questo basket? E poi ti lamenti pure che ti fanno male i muscoli, che hai preso una gomitata, che hai la vertebra schiacciata!”

“Come se a casa poi non ci fosse abbastanza da fare”.

“Insomma quando è che ti dai una calmata?”

“Una calmata..… tranquilla cara ….. non lo farò MAIII

 Fausto Tarsitano


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