Politica Forense

Ultimo aggiornamento .

IL MANIFESTO DEL PRATICANTE

Manifesto del praticante

PREMESSE:

Il praticante, ovvero colui che esercita il tirocinio obbligatorio per sostenere l'esame di abilitazione professionale, è un laureato o laureando in giurisprudenza che, dopo anni di studi sui libri, si accosta al mondo del lavoro attraverso la pratica professionale, per imparare ad usare gli strumenti che la preparazione universitaria gli ha fornito.

A tal fine il dominus diventa per il praticante una guida, come tale deve insegnargli ad utilizzare gli strumenti necessari allo svolgimento della professione: la deontologia, le tecniche di zinnia.degli atti, la capacità di ascolto del cliente, la sintesi tra fatto e diritto, il giusto comportamento con gli altri colleghi ed i clienti, i rapporti con gli uffici giudiziari ed il personale di cancelleria, i rapporti di comune rispetto tra Autorità Giudiziaria e Avvocato, la gestione contabile della professione.

Considerato che è facolta' dell'avvocato instaurare o meno un rapporto di collaborazione con un praticante, nel momento in cui lo accoglie nel suo studio deve assumere nei confronti dello stesso i doveri d’insegnamento e ausilio per la crescita professionale del praticante, fornendo allo stesso tutti i mezzi necessari al raggiungimento di un buon livello di conoscenza tecnico-pratica e deontologica. Avendo ben presente che il praticante è l’avvocato del domani.

Il rapporto tra Avvocato e Praticante deve essere formato sulle regole del rispetto reciproco e di riservatezza.

STANTE LE SUPERIORI PREMESSE

Il dominus assume i seguenti obblighi verso il praticante:

- Equo compenso non inferiore ai 400 € netti.

- Il rapporto in essere tra avvocato e praticante deve essere formalizzato in forma scritta secondo uno standard realizzato dal CNF.
Requisiti essenziali della scrittura sono i diritti e obblighi in capo a ciascuna delle parti che verranno di seguito esplicitati, con particolare riguardo al potere di reciproco recesso. A questo riguardo, per consentire sia al dominus che al praticante di far fronte alla quotidianità, deve essere previsto un obbligo di un preavviso non inferiore ai 15 giorni lavorativi.
Resta fermo l'obbligo per il praticante, in caso di proprio recesso, di relazionare il dominus sulle questioni in corso di trattazione - di cui si sta occupando - e non definite.

- Formazione anche esterna: l’avvocato ha l’obbligo di concedere un numero congruo di ore al praticante, al fine di permettere allo stesso di frequentare corsi di formazione, master, dottorati, scuole di specializzazione che gli consentano uno sviluppo sempre maggiore delle proprie competenze anche a vantaggio dello studio presso cui lavora. Il tempo concesso non potrà mai essere inferiore ad un pomeriggio alla settimana. Tale diritto per il praticante è irrinunciabile, ma potrà essere modulato a seconda delle esigenze dello studio.

- Preparazione effettiva all’esame di abilitazione: L’avvocato ha l’obbligo di preparare il praticante all’esame di abilitazione consentendo allo stesso una corretta e supervisionata stesura di atti giudiziari e stragiudiziali, pareri e, ove sia consentito dall’attività svolta dallo studio, ricerca.

- L’Avvocato ha l’obbligo di selezionare a quali sessioni con il cliente il praticante ha facoltà di partecipare, elemento essenziale per l’effettiva formazione pratica del praticante stesso.

- L’Avvocato ha l’obbligo di formare il praticante anche sulle questioni amministrative, cioè sulla tenuta della contabilità e sulla gestione della fatturazione attiva e passiva.

- La professione forense non è compatibile con orari rigidi; pertanto le ore di lavoro quotidiane o settimanali saranno concordate tra dominus e praticante in relazione alle esigenze specifiche e al carico di lavoro affidato al praticante. Tuttavia questi potrà segnalare al dominus l’affidamento di carichi di lavoro eccessivi o l’eccessiva durata delle giornate lavorative, chiedendo opportune modifiche.

- L’Avvocato, ai soli fini della pratica forense, può adibire il praticante allo svolgimento di pratiche presso le cancellerie, ma tali incombenti non devono essere particolarmente ripetitivi e numerosi.
Il dominus dovrà preventivamente concedere al praticante il fondo spese necessario alla singola incombenza ed il praticante fornirà schema dettagliato di spesa.

- L’attività di cancelleria dovrà essere svolta dal praticante dopo che il dominus gli abbia, anche in forma generica, spiegato come tale attività deve essere effettuata.

- Sussiste il divieto per l’avvocato di affidare incombenze sue personali non legate all’ambito professionale al praticante.

- L’Avvocato non può adibire il praticante a mere mansioni di segreteria se non occasionalmente e nella misura in cui, in considerazione della struttura dello studio, se ne sarebbe occupato personalmente.

- Il dominus non può vietare al praticante di svolgere politica forense o comunque ostacolarlo in tale attività; nell’orario di lavoro concordato, potranno essere definiti appositi spazi, periodici o una tantum (es. in occasione di campagne, votazioni ecc.) nei quali il praticante potrà assentarsi per poter coltivare tale interesse.

L'avvocato ha il dovere morale:

- di incoraggiare i praticanti che reputa idonei allo svolgimento della professione;
- di dissuadere coloro i quali non dimostrano sufficiente passione per la professione forense e coloro che non siano dotati di sufficienti conoscenze giuridiche.

A sua volta in capo al praticante sussistono diritti e doveri:

- Il praticante ha l’obbligo di svolgere una pratica forense quotidiana attiva, che costituisca la sua prevalente occupazione. Tale pratica forense non può essere meramente formale o limitata alla partecipazione alle udienze, ma deve includere tutte le attività caratteristiche della professione.

- Il praticante ha l’obbligo di rispettare, anche part time, l’esclusiva del rapporto di praticantato

- Il praticante ha l’obbligo di sostenere l’esame di abilitazione nel foro in cui abbia svolto effettivamente la pratica forense ed ottenuto la compiuta pratica. Pertanto, il praticante deve avere la residenza effettiva nella regione del foro presso cui sostiene la pratica per tutto il periodo della pratica o quantomeno nell’anno precedente all’esame.

- Il praticante ha il medesimo obbligo di riservatezza dell’avvocato su tutte le vicende ed informazioni apprese durante la pratica professionale o la frequentazione dello Studio Legale ed è tenuto a non rivelare ad alcuno fatti appresi in ragione o in occasione  della propria attività professionale.

- Il praticante che abbia appreso, durante o in occasione della pratica professionale, fatti o circostanze relative ad una persona fisica o giuridica o comunque ad un soggetto, non può successivamente assistere o collaborare ad assistere la controparte nella medesima vicenda o comunque utilizzare in alcun modo le informazioni apprese, astenendosi dall’attività professionale come se fosse stato il legale direttamente incaricato. Egli ha altresì il dovere di informare il proprio dominus e questi ha l’obbligo di non coinvolgerlo in detta questione.

- Il praticante deve chiedere al dominus l’autorizzazione ad utilizzare le  strutture dello Studio per lo svolgimento di propri incarichi professionali. In ogni caso questi non devono pregiudicare le attività dello Studio. In tale ipotesi il praticante dovrà corrispondere al suo dominus o allo studio associato una somma da concordare ma la cui percentuale non dovrà mai essere inferiore al 5%della sua parcellazione quale rimborso delle spese generali di studio. In ogni caso il praticante ha il divieto di porsi in posizione di incompatibilità.

- Il praticante ha il dovere di prestare la propria attività lavorativa nel pieno rispetto dei principi generali di buona fede e correttezza tra le parti.

Il praticante, una volta superato l'esame di abilitazione qualora siacessata la collaborazione con lo studio, non può assistere direttamente ed in via esclusiva - salva autorizzazione del dominus - ex clienti dello studio nel periodo di 1 anno dal termine della collaborazione.


Commenti

Nessun commento.

Registrati per poter commentare.

© 2013 Movimento Forense - Sito sviluppato da Filippo Iovine