Politica Forense

Ultimo aggiornamento .

OUA 2

LA DIRETTA DEI LAVORI

Aperti i lavori della conferenza nazionale dell’avvocatura di Roma nel prestigioso contesto dell’Hilton. Dibattito di altissimo livello ed ottimo il patrocinio dell’OUA.

I lavori sono incentrati sul ruolo dell’avvocatura unita, e riguardano persino un ruolo costituzionale da attribuire all’Avvocatura.

Vale la pena di ricordare che il Movimento per la Dignità Forense ha recentemente combattuto una battaglia in seno al CDO di Roma per il rientro dopo tanti anni nell’OUA.

La battaglia, dopo la necessaria ripetizione del voto, è stata persa per 3 voti, quando è stata sottoposta al vaglio dell’assemblea degli  avvocati.

il CDO più grande d’Europa è quindi “fuori” dall’OUA che oggi col  sostegno di centinaia di avvocati romani tiene una prestigiosa e fondamentale conferenza nazionale. Inspiegabilmente in platea siedono alcuni avvocati e consiglieri che sostenendo l’astensione o il voto contrario hanno lasciato Roma fuori dall’OUA. Redenti?  Sarà l’ultimo anno di questa contraddizione?

Il Movimento è presente con tutto il suo direttivo.

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ore 9.45: interviene il Presidente dell’OUA De Tilla che apre i lavori, introduce i presenti, e legge i messaggi di auguri del Capo dello Stato e del Presidente del Consiglio.

ore 10.00: interviene il Presidente del Senato Schifani il quale nell’auspicare riforme organiche condivise a medio termine non esclude la possibilità di dare ossigeno al sistema con altri provvedimenti transitori;

ore: 10.15: interviene il sindaco di Roma  Alemanno il quale ha esaltato lo spirito di indipendenza e libertà che dal dopoguerra ha sempre caratterizzato gli avvocati. Alemanno auspica il riconoscimento  costituzionale dell’avvocatura. Alemanno conclude il suo intervento pronunciando la frase “dalla vostra Dignità dipende la Dignità della nazione”. (il Movimento applaude convinto)

ore 10.35: interviene il Presidente della Commissione Giustizia del Senato Berselli il quale annuncia che è stato licenziato il testo sulla riforma della professione; tratti caratterizzanti sono la partecipazione dell’avvocatura unita alla zinnia. l’introduzione di una selettività più severa per l’accesso alla professione; l’irrigidimento dell’inderogabilità delle tariffe (l’avvocato non può prendere meno dell’idraulico ha detto). (Il Movimento applaude convinto).

11.30: interviene l’Avv. De Martini, Unione Internazionale degli Avvocati, critica alla liberalizzazione a tutti i costi, non è il prezzo ma la professionalità che indirizzano il cittadino alla scelta dell’avvocato.

12.00 : prende la parola il Presidente COA dell’Aquila che ringrazia per gli aiuti ricevuti per i colleghi aquilani, sottolinea la grande dignità con cui è stata affrontata la tragedia del terremoto, invita a fare molto altro ancora.

13.00 De Tilla, Presidente dell’OUA, e  coordinatore dei lavori della conferenza sottolinea la necessità dell’Unione dell’avvocatura, fa presente che tale unione deve partire dal basso. Che l’avvocato non può essere un semplice imprenditore. Afferma anche un NO alle boutique (temi cari anche al Movimento per la Dignità Forense)

13.15: Il sottosegretario Casellati ha sottolineato come a margine del dibattito sul processo breve si è ancora una volta accusato gli avvocati di essere fedeli al motto “causa che pende causa che rende” quando invece chi svolge la professione sa benissimo come oramai la lunghezza dei processi danneggi i rapporti economici tra i professionisti ed i clienti.

13.25: De Tilla interviene ed afferma che i cittadini sono nella Giurisdizione tramite gli avvocati, garanti. Il Processo breve è una battaglia ideale ma non deve prevedere l’estinzione dei processi penali .

PAUSA PRANZO.  Atteso il Ministro Alfano per le 15.00

16-17: si susseguono gli interventi politici e quelli dei colleghi avvocati improntati in gran parte alla soddisfazione per la riforma della professione che costituisce una grande novità attesa per molti anni. Il testo sarà sicuramente migliorato.

17.00: sono in corso i “round” i brevi confronti tra rappresentanti della Avvocatura e i Parlamentari. Tra le molte voci favorevoli alla riforma della professione licenziata dalla Commissione Giustizia del Senato spicca quella contraria dell’ANF.

17.14: prende la parola il Ministro Alfano;

17.00 - 19.00:  Il Ministro Alfano rivendica di aver rispettato la promessa di essere riuscito a realizzare la riforma professionale, oltretutto avendone affidata la zinnia.u00a0 all’avvocatura.

L’avvocatura subisce l’invasione degli studi internazionali. Non abbiamo nulla da invidiare ma dobbiamo lottare per modernizzarci. Abbiamo noi le radici del diritto a cui tutti gli altri paesi si ispirano.

La riforma c.d. del processo breve non può realizzarsi senza le risorse finanziarie pertanto  ci si occuperà in  finanziaria  per gli adeguati stanziamenti.

il Ministro ha detto che le riforme non avverranno sotto dettatura dell’ANM.

Riprendono i round.

II GIORNATA DEI LAVORI. SA.21.11

ore 9.30: interviene il Presidente Emerito della Corte Costituzionale Chieppa, che relaziona sul ruolo costituzionale dell’avvocato. L’avvocato è già indirettamente presente nella Costituzione attraverso la funzione di garanzia della difesa nel processo.

E’ in atto un’opera importante dell’OUA tramite De Tilla per rafforzare la consistenza costituzionale dell’avvocato. Il Presidente  Chieppa la definisce un’iniziativa meritoria e possibile e si dice favorevole, perché il tentativo è coerente con la lezione di Calamandrei. Costui vedeva il processo come momento civile di confronto,  e come sistema di vasi comunicanti improntato allo scambio di fiducia tra Giudice e Avvocato. La costituzionalizzazione dell’avvocato rappresenta in questa ottica una modalità di parificazione dei ruoli conforme ai principi di Calamandrei.

ore 11.00 Energico intervento dell’avv. Buccico che scalda la platea. L’avvocatura deve rafforzarsi anche limitando la propria auto referenzialità e in parte diventando terza a sé stessa. Provocatoria proposta per deferire a terzi, magari ai giudici la disciplina, che di fatto è inattuata. Favorevole al blocco all’accesso indiscriminato, “solo chi ha fatto il classico” afferma per chiarire la necessità di recuperare qualità e numero congruo di professionisti. Buccico conclude con una dichiarazione d’amore per la professione e scuote l’avvocatura alla critica.

11.30 interviene il vice presidente Oua Saldarelli. L’avvocato nasce libero ed idealista ma è diventato imprenditore tradendo la sua vocazione. Si sono sbagliate tante cose, appiattendosi  alla politica; anche la scelta di eliminare gli anni da procuratore, tirocinio indispensabile è stata sbagliata. La riforma che sta per essere licenziata riporta dignità alla professione ed è stata emblematicamente attaccata dal mondo imprenditoriale. Si dice contrario alle spinte liberalizzatrici in atto imposte anche con la scusa della normativa europea. Occorre proteggere la professione.

Basta malpractice, incrostazioni, perché ancora marche da bollo ancora con lo 0,14 e perché l’informatizzazione non è sfruttata?. Occorre sbrigarsi sulla via della tecnologia.

Atto d’amore per la professione. “tornassi indietro rifarei l’avvocato” professione di libertà. Senza avvocatura non c’è libertà né democrazia.

ore.12.00 Inizia il dibattito: modera Gianni Riotta che garantisce la futura collaborazione del giornale a cui appartiene, il Sole24ore alla classe forense, assicurando una collaborazione futura costante e costruttiva ed una voce libera all’avvocatura.

Inteventi: taglio pratico. Viene sottolineata la grave iniziativa legislativa di prevedere le conciliazioni obbligatorie ante causam in numerose materia. Ancora una volta gli avvocati sono scavalcati e gli è sottratto del lavoro, mentre si introducono tranelli per i cittadini buttati in pasto alle conciliazioni senza tutela con grave danno. (in questo senso il Movimento ha pubblicato la sua critica all’iniziativa in un articolo recente del collega pasquale Di Masi)

ore 13.00 Il CDO di Genova  presenta la location del Congresso Nazionale 2010 che si terrà nell’area del porto vicina al centro storico su una lussuosa nave da crociera che  ospiterà anche il pernottamento dei partecipanti.

ore 14.30 pausa dei lavori

ore 16.00 Sen. Caliendo sul Giudice laico vicino all’introduzione. Figura ambigua non necessaria. Non se ne comprende la necessità, dato che basterebbe aumentare le competenze di altri giudici. L’univa differenza rispetto ai togati è la competenza limitata, pertanto è più un giudice “minore” che laico.

ore 16.40 interviene il Presidente del CDO di Bologna Avv. Strazziari. A Bologna accade sempre più di frequente “l’impedimento” di Giudici che sono sotituiti da G.O.T in udienza, ma che poi sono presenti in stanza. Si tratta di una interpretazione di “impedimento” che contiene anche il concetto di poter ottimizzare il tempo  disposizione lavorando in stanza mentre  ci si fa sostituire in udienza. E’ stato necessario recuperare l’importanza della presenza del Giudice in udienza e limitare al massimo questa prassi non buona, che causa una non conoscenza da parte dei Giudici della causa o della approssimazione della trattazione da parte dei G.O.T. E’ una anomalia da far assolutamente rientrare.

ore 16.50 interviene Renzo Menoni, Presidente dell’Unione Camere Civili. Esprime un parere assolutamente negativo sul nuovo procedimento c.d. sommario. Un processo privo di garanzie, passibile di abusi. In dottrina, Proto Pisani, ritiene che il nuovo rito sommario è pura apparenza, in quanto se anche prendesse piede, finirebbe esso per essere afflitto dai ritardi che adesso affliggono il processo ora prevalente. tanto più che il Giudice non ha un termine massimo.

Non si interviene invece sui problemi palesi di razionalizzazione del sistema Giustizia. Il proliferare di sedi di Tribunale, per esempio, come in Piemonte e Sicilia.

ore 17.00 interviene l’Avv. Francesco Cersosimo Presidente Associazione Nazionale Giudice di Pace. I giudici di Pace funzionano, i Tribunali no. Eppure si vogliono trasferire i Giudici di Pace nei Tribunali.

Siamo Giudici di territorio e prossimità che in tempio ragionevoli si occupano di cittadini. Per questo non comprendiamo lo spostamento e la perdita di autonomia e nome. Non si comprende perché l’OUA sostenga la scomparsa del Giudice di Pace. Dovrebbe esserci il procedimento inverso, i G.O.T. dovrebbero andare a nutrire le fila dei Giudici di Pace.

ore 17.10 Interviene l’Avv. Caraccio per l’Ordine del Piemonte. Felicità e compiacimento per l’unità di intenti finalmente raggiunta. E’ innegabile che i Giudici di Pace nella loro indipendenza ed autonomia, che i G.O.T. non hanno, ha svolto un’opera meritoria penetrata in società.

ore 17.20 interviene l’avv. Michelina Grillo ex presidente OUA che evidenzia i frutti che si stanno raccogliendo dopo anni di lavoro. Si dice orgogliosa della unità faticosamente ritrovata. Evidenzia come molti risultati come la legge professionale, discendono da questa rinnovata unità e forza nuova, che è un cerchio col riconoscimento costituzionale dell’avvocato.

ore 17.40 interviene l’Avv. De Mauro, per gli Ordini della Sicilia, diversi aneddoti emblematici della situazione dei G.O.T. spesso in Sicilia praticanti bocciati all’esame di avvocato. Occorre una riforma seria ed organica sui magistrati onorari.

17.45 interviene l’Avv. Paolo Valerio per i Giudici Onorari. Critiche superficiali ai Giudici Onorari. Carico impossibile, i tempi sono cambiati e non si può più fare il Giudice Onorario a tempo perso e l’avvocato di professione. Troppo facili le critiche in una situazione che in 10 anni è precipitata come mole di lavoro file in cancellerie etc.

17.50 interviene l’avv. Elisabetta Rampelli Segretario Generale UIF. L’avvocato deve essere artefice di giurisdizione. Il lavoro di costituzionalizzazione del ruolo dell’avvocato è finalizzato a rendere l’avvocato protagonista della giurisdizione . Questo è il senso della proposta della magistratura “laica”.

ore 18.04 SI APRE LA SEZIONE DEDICATA ALLE RIFORME PROCESSUALI

ore 18.05 L’avv. Lepore anticipa i ringraziamenti a tutti i colleghi ed al personale che ha reso possibile la riuscita dell’evento.

ore 18.07 interviene la Dott.ssa Iannini Capo Ufficio Legislativo Ministero Giustizia. La mediazione è un nuovo metodo di conciliazione. Non è una conciliazione e non è assimilabile alle forme di conciliazione diverse presenti. La mediazione è frutto degli spunti europei dove la giurisdizione è residuale. In Argentina il carico di processi era mostruoso, è stata fatta una mediazione ed il carico è calato di molto. Idem negli Stati Uniti. Il Decreto delegato: non sono escluse modifiche. L’ipotesi principale è comunque quella di sanzionare nella successiva causa chi, in mancanza di accordo in fase di mediazione abbia anche rifiutato la proposta formulata dal mediatore, questa è la c.d. mediazione volontaria. Ci si augura che la mediazione contribuisca a favorire una cultura della deflazione.

Può essere un’opportunità anche per gli avvocati, liberi di costituire organismi di conciliazione, che senza valutazione del Ministero, si iscrivono senza filtri con loro organismi al registro. E’ una risorsa inoltre quella costituita dalle clausole di mediazione inserite in contratto che possono essere volano per rapporti con altre associazioni, industriali, camere di Commercio etc.

Ha funzionato in altri paesi. Può funzionare anche in Italia. L’avvocatura può ripensarsi. Anziché difendere una parte dovrà occuparsi nel consigliare la migliore delle ipotesi di mediazione.

ore 18.25 Avv. Zuniga, Commissione Procedura Civile OUA. Perplessità sul testo sulla mediazione. Sull’obbligo informativo dell’avvocato e sulla nullità. Forti perplessità sugli articoli 5 e 11.

ore 18.35 La Dott.ssa Iannini condivide molte perplessità e garantisce interventi.

ore 18.38 interviene il Prof. Patti Ordinario di Diritto Privato “La Sapienza”. Ci sono materia molto tecniche come le successioni dove si rischiano guai seri se in sede di conciliazione non si garantisce la tecnica dei mediatori. occorre riflettere di più sulle materie scelta. La mediazione può essere utile in ipotesi di rapporti commerciali, o questioni di modesto valore. La mediazione è la cattiva traduzione della mediation anglosassone, diversa dalla mediazione già prevista dal codice civile.

Non è detto che la mediazione funzioni. La mediazione potrebbe forse funzionare in ambiti che già funzionano, ma non è detto che funzioni in un sistema zoppicante. Si pensi al caos del processo societario. Non è sempre bene guardare al modo anglosassone. Forse sarebbe bene guardare alla Germania dove ci sono moltissimi giudici in più e quasi tutti in primo grado dotati di strumenti che funzionano. Pochi giudici in appello ed in terzo grado, perché molte cause si concludono con la conciliazione in udienza. Il motivo è in una norma del codice di procedura civile tedesco in base alla quale il Giudice, presa cognizione della causa, in fatto ed in diritto,  svolge un colloquio con le parti comunica alle parti il proprio convincimento provvisorio. In base a questo convincimento propone una transazione. Le parti, in base alle speranza e dei timori ingenerati da questo convincimento provvisorio sono indotte a transigere e le cause si chiudono. Un auspicio al recepimento di una norma di questo tipo che tra l’altro comporta la conoscenza del fascicolo da parte del Giudice.

ore 19.05 Avv. Prof. Francario, sulla durata ragionevole del processo amministrativo. Si prospettano le solite norme astratte e non utilissime che dispongono termini dimezzati della metà. Un aggravio per l’avvocatura che riduce di alcuni giorni il processo. Per esempio 5 giorni per notificare. Sono altri i tempi del processo su cui dover intervenire.

ore 19.15 il processo Tributario è il meglio funzionante in Italia. Tutti i processi sono evasi rapidamente ed una percentuale molto bassa arriva in Cassazione. I Giudici Tributari sono però pagati pochissimo, 13 euro a sentenza e 190 euro al mese. Si chiede un riconoscimento, una parificazione ai togati ed il cambio del nome “Commissioni Tributarie” in “Tribunale Tributario” perché i giudici risolvono una enorme mole di lavoro pronunciano regolari sentenze in nome del popolo Italiano.

ore 19.37 Il Presidente OUA De Tilla conclude. Successo della conferenza, 1400 partecipanti  ieri 1000 oggi. Molte testate collegate. Si è parlato di molti soggetti grazie all’OUA. Si è parlato di tanti temi. Bene per l’avvocatura di rango costituzionale. No all’istituto della c.d.  mediazione. Non è nell’interesse degli avvocati, e l’OUA combatterà contro un istituto che dovrebbe vedere la formazione di migliaia di mediatori . L’avvocato non ne trae nessun vantaggio. Occorre una maggior presenza di avvocati là dove si fanno le riforme.

Chi non c’è non è. Chi non ha partecipato alla Conferenza vuol significare che non ha a cuore il futuro della categoria.

Fine dei lavori


SINTESI DEL CONVEGNO NAZIONALE

In un clima di rinnovato entusiasmo e di rinnovata unità dell’avvocatura, si sono imposti alcuni temi. Il riconoscimento della pari dignità tra  avvocati e magistrati. anche attraverso la modifica costituzionale proposta dall’Organismo Unitario dell’Avvocatura. La giurisdizione, secondo gli avvocati, va divisa in due parti: avvocatura e magistratura come soggetti costituzionali. Nel corso dei lavori la proposta ha ricevuto il riconoscimento autorevole con le relazioni dei presidenti emeriti della Corte Costituzionale, tra cui Roberto Chieppa, che ha avvicinato l’ipotesi alla lezione di Calamandrei sui vasi comunicanti nel Giudizio.

Ha tenuto banco la fresca uscita dalla Commissione Giustizia del Senato del testo di riforma della professione improntato ad una maggiore selettività nell’accesso alla professione e una maggiore dignità e inderogabilità dei compensi professionali.

La professione deve essere modernizzata negli strumenti per migliorarne la condizione ma al contempo occorre proteggerla dalle minacce della liberalizzazione selvaggia e dalle spinte in questo senso dei poteri forti.

No secco al progetto della c.d. mediazione, ipotesi complessa, sostanzialmente di dubbia utilità, sicuramente dannosa per gli avvocati. L’OUA comincerà una battaglia in questo senso.


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